La pulce speciale

Loredana Lipperini riporta la lettera di una ‘mamma speciale’ e riaccende le luci sulla realtà. La realtà fatta di di difficoltà che vorrebbero dirci come infinitamente piccole e che invece suonano così profondamente più umane di qualsiasi accordo tra partiti. Ha ragione Loredana a scrivere che non servono commenti ma l’attenzione sì: perché non c’è uguaglianza senza la capacità di avere attenzione ai bisogni diversi dai nostri.

La 104 e i tre giorni al mese… lavoro presso un privato, ho dovuto firmare un part time a quattro ore con la metaforica rivoltella puntata alla tempia. Credete che in tempi di crisi e di isteria imprenditoriale possa osare anche solo chiedere un giorno? Fosse solo per smettere di correre e saltar ostacoli e dormire e riposarmi?
No. I diritti ci sono e son belli a leggerli sulla carta. Ma se sei una mamma speciale come me, puoi anche risparmiarti l’estenuante iter burocratico della 104 e attingere alle ore di permesso che tanto è uguale.
Per la mia 104 per poco scoppiava un putiferio. Ma come? Tre giorni al mese? Ma se sei a quattro ore al giorno! 72 ore al mese sono tantissime!
Beh certo, ma non sono stata certo io a chiedere che mi venisse dimezzato orario e stipendio….

Corriamo io e la mia pulce. A balzi come cavallette, sopra i servizi che saltano, i datori di lavoro che sbuffano. E i bambini che sfottono, che ti isolano, che ti chiamano idiota, scemo, deficiente. E i genitori che guardano e fingono di non sentire. E se sentono sorridono imbarazzati e ti dicono che sono bambini.

Falcate lunghe e ben distese sopra l’idiozia dell’insegnante di sostegno che ogni anno cambia. Perché il piccolo diversamente abile non ha diritto ad una figura di riferimento. No, l’insegnante di sostegno te lo affibiano in base ad anzianità e suo personalissimo desiderio di avvicinarsi alla scuola sotto casa.
Il sostegno a misura sartoriale. Dell’insegnante e non del bambino.

Quando ho iniziato a correre pensavo di essere sola. Poi a una cena con il padrino della pulce e alcuni suoi amici, scopro che al nostro tavolo ben tre commensali avevano passato quello che sto vivendo io. Mamme single di figli ormai grandi cresciuti in solitaria anche se… meno speciali del mio.

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