Contare le donne

Conosciamo la loro storia cancellata, la raccontano i giornali solo quando è finita; le storie dei lividi sulla pelle e nel cuore ci sono sconosciute, spesso non riusciamo nemmeno ad intuirle negli occhi di chi ci sta accanto, eppure sono la maggioranza:  sono un abnorme 93% dei casi. Non è paura né condiscendenza, quella sostiene un silenzio così pesante. E’ sfiducia. Sfiducia nei mezzi di uno Stato che si sfalda, di uno stato sociale presentato come costo, pegola, palla al piede, nemico del deficit pubblico. Non c’è emancipazione possibile senza strutture di accoglienza per madri e figli, senza programmi specifici per l’occupazione delle donne, perchè libertà e dignità significa lavoro, che in questo Paese è un’altra vittima.

I sostenibili equilibri possibili tra costi, diritti, numeri e donne nel pezzo di Monica Bedana.

3 Commenti

  1. antonia

    Sfiducia anche per uno stato che usa la donna …che manda messaggi di pieno sfruttamento della prostituzione e permette sessismo ovunque..con la scusa dell’emancipazione delle donne..ma io le vedo ridotte male..e per qst non si fidano.Anche per qst.
    Ha ragione Franca non siamo una razza protetta (so di piccole aziende in cui si privilegiano le donne lasciando ai maschi i turni piu’ stressanti.. dove le ore di sonno notturne non sono contemplate..come se fossero animali da soma)

  2. Ho letto di un interessante programma di assistenza e protezione attuato negli ultimi anni nel Regno Unito, che sembra aver espresso risultati concreti a favore delle donne vittime di violenza domestica; coinvolge strutture pubbliche attraverso la messa a disposizione di alloggi e facilitazioni, nonchè le stesse imprese che si impegnano per un certo periodo a garantire il posto di lavoro e la continuità occupazionale. Utopia? Irrealizzabile da noi? Non lo so, Giulio, certo è che nel nostro Paese tutto sembra bloccato e impossibile da concretizzare.

Rispondi