Un Piano Marshall per la cultura

Il problema è che manca una leadership risoluta, la politica bràncola nel buio. Per i beni culturali italiani serve una sorta di Piano Marshall, in particolare nel Sud Italia che, insieme all’Emilia Romagna, di recente colpita dal terremoto, ha bisogno più di altre zone del Paese di un intervento. Il patrimonio storico del Sud si trova in uno stato di decadimento gravissimo a causa dei vari “appetiti” degli italiani. Tutto quello che è stato fatto per il Meridione è da idioti: Pompei è solo un esempio di questa idozia, l’Isola di Taranto, Bagnoli a Napoli e le pale eoliche in Sicilia (che potevano essere fonte di energia  e di sviluppo) sono altri casi di comportamento sbagliato che, nei decenni, ha rovinato il paese.
Solo l’Europa può salvare l’Italia, e in particolare il Sud, intervenendo con un vero e proprio piano per i beni culturali. Come dicevo, quello che non si è fatto fino a ora non è però colpa dell’Europa. A questo proposito si può dire che l’Europa è plumbea, ma l’Italia è idiota. Il territorio, la natura e il mare italiani potevano essere una ricchezza da valorizzare per lo sviluppo ma sono state lasciate a se stesse, mai curate né tantomeno riqualificate.

La proposta è di Philippe Daverio, qui.

2 Commenti

  1. ad esempio, se invece di tenersi non so quante migliaia di forestali in Sicilia li mettessero a fare: guide turistiche (non colluse con certi negozianti…), promotori turistici, guardiani a chiese ed edifici storici chiusi o nascosti al pubblico per mancanza di personale), li impiegassero in campagne archeologiche o di protezione dei monumenti del periodo arabo, normanno, o greco, se facessero loro predisporre nuovi depliant e schede documentative eo filmati (soprattutto informatici) da pubblicare nelle principali lingue del mondo (soprattutto quelle del turismo emergente (russo, cinese….) .., ma al limite anche solo visite guidate ai parchi forestali (sconosciuti agli stessi Siciliani !!!) i soldi per proteggere le foreste ce li metterebbero i TURISTI

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