Non muoio nemmeno se mi ammazzano

Adesso mi piacerebbe vedere la faccia che faranno tutti quelli che si sono riempiti la bocca in tutti questi ultimi mesi. Mi piacerebbe anche ascoltare i soloni che hanno potuto piantare la bandiera sul mio “cambiamento” che li ha confortati nella loro opera di demolizione, mi piacerebbe guardare tutti quelli che hanno giudicato le mie vicende personali, la mia separazione, i miei amori e le mie paure senza nemmeno avere un secondo per cogliere le parole “giuste”, sempre impegnati come sono con il pennarello rosso a dimostrare che “hai visto, è vero, alla fine era tutto un bluff”.

Adesso mi piacerebbe anche guardare diritto negli occhi chi  ha sorriso dando di gomito parlando di me e “della velina”, negli aperitivi dove gli affetti degli altri sono più golosi delle pizzette e pesano meno delle briciole di una patatina. Mi piacerebbe anche sapere come ci si può sentire con il brivido di potere dimostrare e raccontare che tutte le malevolenze stavano realizzandosi senza nemmeno fare fatica, ché sembrava così bello che facessi tutto io.

Mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensano i giornalisti, quelli che fanno antimafia come se fosse gossip, che stanno in provincia perché hanno le vertigini appena ci si alza un po’ e esibiscono l’amicizia con il maresciallo del paese come se fosse un riscatto sociale.

Mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensano tutti quelli che mi hanno raccontato immerso nella “mondanità” tutta romana o televisiva mentre cercavo di fare quadrare le responsabilità, quelle perse e quelle trovate, quelle che ho costruito per anni mentre mi venivano affettate in pochi minuti.

Mi piacerebbe, oggi, telefonare a quelli che dicono che Giulio si è perso, che non scrive più come una volta, che si è bruciato, che è un bluff, che è un padre snaturato, un marito irresponsabile, un prodotto solo editoriale, uno incapace di fare gruppo, un minacciato per finta o uno che in questi ultimi mesi ha preferito divertirsi.

Ecco, mi piacerebbe sapere, come dovrei essere, secondo i vostri canoni idioti e superficiali come mosche, cosa dovrei scrivere in questi giorni in cui un pentito sta descrivendo punto per punto, nome per nome, incontro per incontro, il progetto che avrebbe dovuto ammazzarmi. E che si è svolto per un bel pezzo più con l’aiuto degli altri, che dei mafiosi stessi, con quelle convergenze degli utili cretini che sanno sempre cosa sarebbe giusto fare senza farsi domande.

Ditemi voi, che mi avete giudicato tutti questi ultimi mesi, cosa devo scrivere dopo avere letto la sceneggiatura della mia morte ammazzata.

Adesso ci prendiamo del tempo. Ancora. E se vi spiace io non ho tempo e voglia di dispiacermene.

43 Commenti

  1. Come ti ammiro, Giulio. Se anche solo 1/5 degli UOMINI ITALIANI fosse come te QUESTO DISGRAZIATO PAESE NON SAREBBE RIDOTTO ALLO STATO DI DEGRADO ATTUALE E LA LOTTA ALLA MAFIA, CANCRO CHE PARE INVINCIBILE, SAREBBE DA TEMPO VINTAA!
    Provare a pensare a quali livelli eccelsi di PROGRESSO DELL’ECONOMIA, DELLO STATO SOCIALE, DELLA LEGALITÀ E DELLA VALORIZZAZIONE DEL PAESE PIÙ BELLO DEL MONDO potrebbe e dovrebbe essere fa venire da piangere così come fa piangere e vergognare di aver fatto parte di un popolo che non ha avuto il coraggio e la dignità di ESIGERE che ciò avvenisse petendendendolo come un diritto quale esso era ed è, così come fa piangere e disperare l’aver vissuto in un paese dove la verità sulla sua storia viene negata, tranne rari casi, da 50 anni; e fa disperare la consapevolezza di dover morire senza aver potuto vedere ciò che poteva e doveva essere nell’ordine delle cose!
    Ho avuto l’onore – dico ONORE – di conoscerti qualche anno fa, in occasione di un tuo spettacolo alla BOTTEGA DEI MESTIERI, con quella “pizza degli onesti” in quel locale con motori come soprammobili e dico a te e agli UOMNI COME TE: “GRAZIE ORA E SEMPRE PER IL VOSTRO CORAGGIO E LA VOSTRA TENACIA!”. CIAO.
    Marco-Torino

  2. Lo so che non basta dire “non ti curar di loro, guarda e passa”. Ma sappi che hai chi ti è vicino, chi ti rispetta e ti stima.
    Da parte mia tutta la solidarità per il tuo impegno e il tuo lavoro.
    Ti abbraccio
    Rosy

  3. Dio COME TI AMMIRO, GIULIO. Se anche solo 1/5 degli UOMINI ITALIANI fosse come te QUESTO DISGRAZIATO PAESE NON SAREBBE RIDOTTO ALLO STATO DI DEGRADO ATTUALE e LA LOTTA ALLA MAFIA, CANCRO CHE PARE INVINCIBILE, SAREBBE DA TEMPO VINTAAAA!
    Ho avuto l’onore – DICO ONORE – di conoscerti qualche anno fa con quella “pizza degli onesti” in quel locale con motori come soprammobili e ti dico GRAZIE ORA E SEMPRE PER IL TUO CORAGGIO E LA TUA TENACIA. Ciao
    Marco Serafini-Torino

  4. Marco Serafini Says:
    agosto 1st, 2013 at 20:08

    Dio COME TI AMMIRO, GIULIO. Se anche solo 1/5 degli UOMINI ITALIANI fosse come te QUESTO DISGRAZIATO PAESE NON SAREBBE RIDOTTO ALLO STATO DI DEGRADO ATTUALE e LA LOTTA ALLA MAFIA, CANCRO CHE PARE INVINCIBILE, SAREBBE DA TEMPO VINTAAAA!
    Ho avuto l’onore – DICO ONORE – di conoscerti qualche anno fa con quella “pizza degli onesti” in quel locale con motori come soprammobili e ti dico GRAZIE ORA E SEMPRE PER IL TUO CORAGGIO E LA TUA TENACIA. Ciao
    Marco Serafini-Torino

  5. Marco Serafini

    Dio COME TI AMMIRO, GIULIO. Se anche solo 1/5 degli UOMINI ITALIANI fosse come te QUESTO DISGRAZIATO PAESE NON SAREBBE RIDOTTO ALLO STATO DI DEGRADO ATTUALE e LA LOTTA ALLA MAFIA, CANCRO CHE PARE INVINCIBILE, SAREBBE DA TEMPO VINTAAAA!
    Ho avuto l’onore – DICO ONORE – di conoscerti qualche anno fa con quella “pizza degli onesti” in quel locale con motori come soprammobili e ti dico GRAZIE ORA E SEMPRE PER IL TUO CORAGGIO E LA TUA TENACIA. Ciao
    Marco Serafini-Torino

  6. T’ho incontrato un paio di volte e parlato una sola volta.

    Ho letto sempre le tue news.

    Ho capito, politicamente, ma chi non parla o scrive sempre e solo di vita, che la comprende, anche, non vale un cazzo, il tuo passaggio da IdV a SEL, che è stato anche il mio.

    Ora, ma solo per gruppi e persone locali, sono un orfano un po’ kropotkinianamente anarchico, rimasto pure orfano socialista dei Calamandrei, Turati, Lombardi, Pertini, “liberal” eurofederalista, in sostanza, orfano con quei valori.

    E mi sembri, a ‘superistinto’, uno che vive come mangia e scrive e offre teatro come vive.

    Autentico.

    Vorrei aver scritto il commento di Max Perna e conoscerti come lui.

    E verrò ad assistere a uno dei tuoi spettacoli.

    Testa fra le nuvole, cuore ad altezza di madre e piedi per terra.

    Carme diem.

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