Civati non datur

Siccome in molti hanno scritto, commentato, criticato e discusso il mio post di ieri e siccome la politica è una cosa bellissima per chi non si trova costretto a farla per sopravvivere, volevo tornare sull’argomento “congresso PD” così come lo sento, come la penso e con tanti saluti per chi teme il dialogo e lo scontro (sano e democratico) che arricchisce.

Vedo due possibilità per la “sinistra” (e qui lo so: la sinistra non esiste più, c’era una volta la sinistra, dobbiamo essere post-ideologici, sono tutti uguali e tutte queste altre cose qui a cui avevo già risposto tempo fa proprio qui) che sia SEL, che sia la “diffusissima” sinistra granulare di questi ultimi anni o che sia chi a sinistra ha preferito non votare: fregarsene del congresso PD o prendere posizione. Il resto è equilibrismo già stanco, stucchevole e timido quasi pavido.

O si decide che il Partito Democratico sia ormai irrecuperabile, troppo filoberlusconiano o schiavo dei 101 e allora ci si mette il cuore in pace e si decide di fare altro prendendosene la responsabilità (anche elettorali, senza accorpamenti dell’ultimo secondo per garantirsi posti in Parlamento con questa legge elettorale) oppure ci si dice apertamente che per cambiare la sinistra (e il centrosinistra) è necessario lavorare per un Partito Democratico che non continui a barcollare su derive centrodestrose e ritrovi il filo e il segno o piuttosto si rompa. Tertium non datur, scrivevamo al Liceo.

Per questo credo che tutte le altre interviste (e le loro smentite) come lunghissime perifrasi servano poco al dibattito e troppo all’attendismo che ha portato il M5S ai risultati recenti.

Io non ho grandi certezze anzi sono pieno di dubbi ma quello che so è che tra i candidati attuali al congresso del PD c’è qualcuno che ha portato avanti da sempre i temi (e spesso anche i modi) che stanno a cuore alla sinistra come vorrebbe essere e a molti punti di programma di SEL: Pippo Civati. Civati tra Marchionne e FIOM è sempre stato dalla parte della FIOM (al contrario di Renzi, per dire), ha avuto sempre le stesse parole sui diritti in tutte le loro declinazioni, ha una visione ambientale vicina all’ecologismo europeo e ritiene questo Governo un tradimento del patto con gli elettori. Insomma: può non piacere ma mi sembra che abbia le idee chiare. Anche Renzi ha avuto la possibilità (eccome) di chiarire le proprie posizioni e i propri orientamenti: possono piacere o no ma la sinistra è un’altra cosa, per carità.

Mi si dice che Civati non ha possibilità di vincere (ma nessuno di questi mi sa dire se SEL o il post-SEL o qualsiasi altra cosa oggi immaginabile possa raggiungere il 30%, perché vogliamo governare, spero), mi si dice che vincerà comunque Renzi (e allora dovrebbe essere un fanculo all’homo faber fortunae suae che è la molla della politica, o no?) e mi si dice che alla fine comunque sarà sempre “imbrigliato” (lui, capite, e me lo dicono quelli che parlano di PD e col PD ogni santissimo minuto) e mi si dice che le cose non cambiano.

Pochi giorni fa mentre facevamo un evento insieme ad Arzo Gianluca Grossi diceva che per cambiare il mondo bisogna essere capaci di farsi cambiare dal mondo.

Ecco, ad oggi di strade ne vedo due e non capisco perché Civati non datur.

16 Commenti

  1. Augusto Dal Porto

    In ogni caso i Civati sono una ricchezza irrinunciabile. Anche se non vincesse il congresso, sarebbe necessario come lo sono stati altri grandi autorevolissimi dissidenti scomodi (e a me viene in mente Ingrao!).

  2. Livio B

    Condivido tutto e penso anch’io che sia la migliore analisi, dal punto di vista di SEL, sulla situazione e sulle prospettive future del PD.
    Tifo per Civati, e se ci saranno delle primarie aperte, lo voterò e cercherò di farlo votare.

  3. Roberta Zampa

    Ecco, ragionamento perfetto. Chi l’ha detto che Tertium, se la competizione è aperta, non ce la faccia? E se non fosse, perchè se è vera competizione tutte le possibilità esistono, un buon risultato del Tertium potrebbe, nel PD (udite udite) dar vita non già e non tanto ad una corrente (orribile vestigia di un passato di franchi tiratori abitato, da ultimo, da 101 e oltre ‘buontemponi’), ma ad un pensiero di sinitra, finalmente sdoganato e pragmatico.
    Quindi…la scelta per chi crede che il futuro risiede nella forza dei giovani (e chi non lo è li sostenga con la propria esperienza, se ce l’ha, e senza retorica, please, e qualche volta ascolti e impari…), per chi, si diceva, ha a cuore il Pd e il Paese e gli piacerebbe pure ascoltare qualcosa di sinistra, la scelta non dovrebbe essere difficilissima. Civati è datur, comunque. (ma a Civati qualcuno lo ha detto che lo chiamiamo, tra noi si intende, Tertium?)

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