A Castel Volturno ci si mangia la costa

In meno di dieci anni sono scomparsi oltre duecento metri di costa. Un’emergenza che nasconde dell’altro. Il mare risucchia la sabbia che “qualcuno” abusivamente ha prelevato altrove per costruire mega insediamenti. Parliamo delle grandi speculazioni edilizie, escavi abusivi per il “Villaggio Coppola” a Pinetamare o l’occultamento dei rifiuti gettati in buche e tompagnati. “La prima denuncia sul rischio di erosione della costa di Bagnara, a Pascopagano, risale al 2007 – riflettono Ciro Scocca e Anna De Vita di “Res Volturno”, associazione molto combattiva e concretamente anticamorra – da allora è stato un susseguirsi di segnalazioni e sollecitazioni agli enti locali, alla regione Campania e a vari organi di competenza. Purtroppo senza risultato”. I commissari straordinari del comune di Castel Volturno non solo hanno aderito all’iniziativa ma hanno confezionato una nota (vedi protocollo 43193 del 5 settembre 2013) al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro “…sarebbe auspicabile che Lei promuovesse, nell’ambito della programmazione regionale, un’azione tesa a contrastare tale fenomeno erosivo, con la realizzazione di opere di rifacimento e di difesa, affinché questo territorio con grandi potenzialità, sia turistiche che produttive, possa rinascere nella legalità e creare occupazione…”.

Lo scrive Arnaldo qui.

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