Resistere, ri-esistere, esistere tutti i giorni

Ecco questa sera prima di andare a dormire ho pensato che dovremmo tenerci strette le parole. Non è un lavoro di scrittori e di lettori, no, non solo; tenerci strette le parole (e noi insieme a loro) da questa afa torrentizia che vorrebbe diluirci allo scoramento, alla speranza lunga al massimo fino alla prossima settimana e al furto del diritto di avere ambizioni di dignità rotonda e completa.

Non accetto più chi mi dice che tanto è così, che così fan tutti e che sono tutti uguali. Basta. Davvero. Non voglio più averci a che fare con le vittime che credono di essere profeti forti solo dell’inoculato senso di superiorità del pessimismo. Siamo diventati fuori moda noi estremisti dell’ottimismo, della speranza e del dovere di evoluzione morale? Oh, beh, me ne fotto: non sopporto il senso di galleggiamento come oppio per una dolce rassegnazione e nemmeno l’indignazione inconcludente come placebo per dormire senza incubi. Rivendico la resistenza nel senso più profondo di imporsi di esserci tutto il giorno tutti i giorni in tutto quello che ci succede in ogni giorno. Mica roba da eroi, anche questo basta per favore o mio dio, ma da resistenti quotidiani: partigiani ordinari nello stare insieme, nel professare professionalità da rispettare nel proprio mestiere, nell’amare le fragilità e nel praticare lealtà.

Per provare a cambiare il mondo bisogna essere capaci di farci cambiare dal mondo. O no?

14 Commenti

  1. mery

    sono concorde dobbiamo uscire da molti convincimenti da certe rigidità guardare il mondo con giusto ottimismo e darci da fare nelle piccole cose che ognuno può fare e cominciare dalla scuola ma anche la famiglia comunque sia composta e insegnare ai piccoli quanto sia bello tutto ciò che ci circonda e insegnare il rispetto per ogni cosa.

  2. Giordana

    Brava Stefania Speranza, credo anch’io che avere dei bravi insegnanti ci porterebbe ad un miglioramento delle persone..e questo dovrebbe essere fin dalle scuole d’infanzia , magari riempirci meno di nozioni ma di buoni “esempi” e farci apprezzare di più la natura e insegnare la manualità del fare, mettere in pratica , anche dopo tanti anni, i progetti del metodo Montessori.

  3. Stefania Speranza

    Sono abituata a sentirmi un extraterrestre per quasi tutto: passione per il mio lavoro….sono un’insegnante di quella scuola superiore che molti ritengono professionalmente un ripiego per chi nel proprio lavoro è un mediocre. Per la serie: studi legge, se sei bravo divieni un libero professionista, altrimenti vai ad insegnare!
    E invece NO: è il lavoro più bello del mondo dove sei chiamato a un continuo rigore per poter sostenere il confronto con tutti coloro che non credono nella possibilità di CAMBIAMENTO COME MIGLIORAMENTO PERSONALE!
    io non mi appiattirò mai sul “così fan tutti” altrimenti sarò già morta!

  4. Altea Orietta

    No…..nn è necessario che il mondo ci cambi…..è necessario comprendere che il mondo siamo noi….abbiamo più potere di quello che crediamo di avere…il cambiare o l’evolversi è congenito ( se mi permetti questo aggettivo ) quindi nn è una scelta ma uno stato di fatto, la scelta è aprire veramente gli occhi e GUARDARCI.
    Altea

  5. per quanto mi riguarda io non ho la pretesa di cambiare il mondo perche’ vedi ci sono troppe forze e poteri che interagiscono fra loro che io non ho la facolta’ ne’ la possibilita’ di combattere ne’ tantomeno sconfiggere……mi posso limitare solo a lavorare su me stessa cercando di provare con la mia condotta ed i miei valori a far si’ che nella mia vita risplendano valori di legalita’ e giustizia……non sempre ci riesco e’ dura soprattutto quando si e’ soli…….

  6. Francesca

    Sono assolutamente d ‘accordo. Troppo facile lasciarsi trascinare dal pessimismo. ‘ottimismo quotidiano anche trovato con fatica è ciò che fa di noi persone migliori. È ciò che ci porta a cercare cambiamenti sempre e comunque. È ciò che ci porta a cercare di migliorarci.

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