Riaccendere la Mehari di Giancarlo Siani

Il 23 settembre del 1985 viene ucciso Giancarlo Siani, giornalista che si occupava di camorra, dicono le cronache.

Sbagliato.

Giancarlo Siani era un precario che poneva domande non convenzionali in un mondo come quello del giornalismo (ma non solo, perché ora è il mondo del lavoro, della politica, dell’ingegno applicato a qualsiasi professione) dove la precarietà è più pericolosa di una minaccia. O forse è la minaccia più pericolosa.

Mettere in fila i fatti e suggerire un ordine logico di lettura è la differenza tra il cronista passivo e l’osservatore (f)attivo: Giancarlo era un osservatore, un allenatore di logica e di consecutio dei fatti. Se non si coglie la differenza forse è inutile anche parlarne.

A Napoli in questi giorni si è deciso di riaccendere l’auto di Giancarlo (la Citroen Mehari) per ripercorrere il viaggio di Siani ma soprattutto per farsi una promessa: insistere con il dovere della curiosità e della logica e, se possibile, farla diventare una moda proprio oggi che va così poco di moda come allora.

Io, noi, ci vediamo per Giancarlo martedì 15 ottobre alle 18 al P.A.N.

Tutti gli eventi sono qui. Sperando che sia un buon viaggio soprattutto per noi.

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Un commento

  1. zia Antobella

    da Maurizio Cerino (giornalista prof., ex cronista, ora tipografo evoluto presso Il Mattino):

    “-Uè…pssss
    Gianca’ come mai ancora qui?
    -No…niente, stai tranquillo… è che ho saputo che mi hanno messo su una «piazza»….
    No. no: hanno fatto una piazza intitolata a te!
    -Una pizza??? Non una Piazza?
    No, pizza, PI–ZZA, quella che hai mangiato tante volte anche tu.
    -E secondo te è benfatto?
    A Paolo non dispiace
    -Appunto, a Paolo… Una pizza
    La pizza della legalità. Vedi Gianca’ questo signore ha pensato di renderti omaggio secondo le sue capacità professionali.
    -Giustamente facendo il «pizzaiuolo»…
    …ha fatto una pizza.
    -Immagina se era spazzino…
    Ti faceva sacchetto…. ah ah ah
    -Sai che ti dico? Meglio pizza che sacchetto. E speriamo che a Natale a qualcuno non viene in mente di farmi diventare pastore da presepe.

    Shhhhhhh Zitto, non lo dire che poi qualcuno lo fa per davvero (se non l’hanno già fatto).
    -Mauri’ sai che ti dico? Mi basta la pizza. Statte bbuono guaglio’
    Ciao Gianca’, torna presto…
    -E tu, ogni tanto però, chiamami!!!”

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