La cava di Bollate, Mandalari e le coincidenze

Ha fatto molto scalpore la retata di Cascina del Sole in via La Cava che pochi giorni fa ha portato agli arresti una banda che nascondeva in un appartamento della frazione bollatese armi da guerra e droga (cocaina).

Ha fatto scalpore non solo per il fatto in sé, ma anche per il luogo in cui è avvenuta la retata: a Cascina del Sole si trova la Cava Bossi, a lungo al centro di denunce e successive indagini che hanno portato con sé il sospetto della presenza della n’drangheta legata al movimento terra (denunciata anche da un comitato cittadino bollatese che si schierò tempo fa a favore della chiusura e bonifica della cava stessa).

Inoltre Cascina del Sole è stato il “feudo” di Vincenzo Mandalari, il boss dei boss arrestato nell’operazione “Infinito”.

Emerge qualche particolare in più dalla retata dell’altro giorno: l’appartamento soggetto alla retata è intestato all’unico italiano della banda.

La polizia sospetta che la banda si stesse preparando per una guerra territoriale contro altre bande rivali (ecco spiegata tutta la potenza di fuoco rinvenuta nell’appartamento). E si sfruttava il commercio e la gestione del traffico di droga per guadagnare il necessario per autofinanziarsi.

Inoltre gli esperti stanno analizzando l’abitazione e le armi per capire se queste siano state già usate in precedenti reati.

Eppure quando ne parlavamo qui, qui o qui eravamo proprio in pochi. I professori dell’antimafia erano impegnati nei saggi, loro.

Un commento

  1. Ma…i professori…sono professionisti…devono pur pensare su come è meglio insegnare ai più (nelle aule) … il sudore, le fatiche, i rischi, le paure di chi ‘batte i marciapiedi con la testa e con le scarpe’ in prima persona. Loro sono sempre nella ‘terra di mezzo, sul proscenio, a sublimare la loro impossibilità di essere ciò che non potranno mai essere.

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