Il tifone menzognero

Scrive Silvestro Montanaro:

Più di diecimila morti a causa di uno spaventoso tifone nelle Filippine. Il racconto della gran parte dei media si ferma a questo. Punta il dito sulla violenza assassina della tempesta. E a me viene una gran rabbia, un gran senso di nausea per questo modo superficiale, menzognero ed offensivo di raccontare le cose. Mi è capitato di esser presente nel corso di terribili tempeste. Ero in albergo. Le ho viste dalla finestra, assolutamente al sicuro. A morire, in assoluta maggioranza, erano e sono quelli che non possono mettersi al sicuro. Nelle Filippine ci sono baraccopoli immense. Poveri pali e tetti di cartone. Ci vivono milioni di esseri umani. Indifesi. Anche quando c’è il sole. Muoiono i poveri sotto l’unica tempesta assassina che io conosca. L’ingiustizia.

6 Commenti

  1. “MEGLIO MORTI”
    di Silvestro Montanaro

    L’ho sentito dire infinite volte. In tanti, troppi angoli del mondo. Una bestemmia terribile. Un urlo che veniva fuori da gole rauche per la fatica, da bocche sdentate per l’impossibilita’ di accedere alla piu’ minima forma di salute, dalle labbra di bambini martoriati dalla malattia e dalla fame, di giovani donne costrette a tutto, ma davvero a tutto, pur di sopravvivere. ” Ringrazio Dio perche’ mi manda dei turisti che vogliono venire a letto con me. Cosi’ sfamo i miei bambini”! Ho nel naso gli odori pestilenziali delle bidonville di Manila, delle favelas brasiliane, delle citta’ baraccopoli di tanti paesi africani. Sputi di inferno in terra. Latrine immonde dove anche il piu’ lurido dei ratti vivrebbe con difficolta’. Per milioni, decine di milioni, centinaia di milioni, di uomini e donne, di vecchi e bambini, la vita e’ sempre stata ed e’ una mostruosa tempesta, un incubo, l’inferno. Ed in questo inferno muoiono in silenzio tutti i giorni. Silenziosamente. Non fa notizia che ogni giorno sia una piccola citta’ di piu’ di 20.000 abitanti, per lo piu’ bambini, a morir di fame. Citta’ speso neanche registrate all’anagrafe, numeri poveri, in tutti i sensi. E non fanno notizia le stragi legate alla malaria, al morbillo e tanti altri mali. Eppure sono stragi quotidiane. L’informazione appena se ne accorge, episodicamente, quando e’ impossibile non vedere. Come ora, con la tragedia filippina. Per qualche ora, qualche giorno. E per di piu’ esaltando sensazionalisticamente il mostro, in questo caso una tempesta. Dimenticando, o nascondendo in qualche riga, la tempesta vera, quella quotidiana, dell’ingiustizia. Difficile veder qualche anchorman urlare che e’ un assurdo, intollerabile, che si muoia di miseria in un mondo che produce tanta ricchezza. Mai visto un politico, in tempi recenti, dire che e’ tempo di metter mano alle regole che questa miseria producono, che non e’ accettabile che pochi consigli di amministrazione condizionino la vita della gente di tutto il mondo, che e’ mostruoso che poche famiglie siano proprietarie della gran parte della ricchezza mondiale. Fateci caso. Vanno invece a braccetto, si inchinano nei loro confronti. E noi? Leggo infiniti commenti di chi rassegnato spiega che e’ sempre stato cosi’, che niente cambiera’. A tutti loro dico con rabbia fraterna. Ciechi! Folli! Sarete travolti anche voi, e a breve, dalla vera tempesta che sbrana il mondo, l’ingiustizia. E non avrete il diritto di lamentarvi. Chi non e’ capace di ribellarsi, di comprendere che i destini sono comuni ad ogni latitudine, e’ schiavo per natura. E’ solo il piu’ stupido dei servi. Quello che potrebbe non esserlo, ma ha scelto di chinare il capo.

  2. Domenica avevo scritto: “Mi domando quale parametro utilizziamo per quantificare la nostra percezione del male, del dolore e del nostro individuale e collettivo sentire. 10.000 morti per un tifone nelle Filippine vale 4 punti. Negli Usa, uragano: 8 punti. 300 morti a l’Aquila: 9 punti. Un suicido importante: 10 punti. Un suicidio sconosciuto: 1 punto… Mah… Forse la contiguità, la prossimità a ognuno di noi, ma quando questa valutazione la fa un giornale, la fanno i media, quali parametri usano? Domani sulle prime pagine i 10.000 morti filippini? O a nuova altalena dell’Imu”. Oggi è martedì. Box di 4 cm… L’unica preoccupazione dei media sono gli italiani che non si rintracciano. Sulla curva della Juve invece….Mah!!!!

  3. Certo che spiace. Ma chi vive in quelle condizioni di massimo degrado e povertà (lì come altrove) non si fa troppo scrupolo nel mettere al mondo milioni di condannati ad una vita di stenti e ad una morte spesso ingiusta e prematura. Prima di tutto credo si debba intervenire su questo, altrimenti è inutile perfino parlarne di velleitari slanci umanitari. Sarebbe come pretendere di vuotare il mare col cucchiaio.

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