Scuola Diaz: 11 arresti 13 anni dopo

diaz_scuola_g8_irruzione_psDopo tredici anni (13) sono stati arrestati undici dei poliziotti responsabili della “macelleria messicana” all’interno della Scuola Diaz a Genova durante il G8 del 2001. Certo che in questi tempi di nuovismo (tra anno nuovo, pd nuovo e centrodestra nuovo) la notizia è passata pressoché inosservata come un normale raffreddore invernale ma non è facile dimenticare chi con grande sicumera ci diceva che alla Scuola Diaz non era successo nulla di illecito, dimenticare Castelli che definì normale lo stato delle stanze durante una visita alcuni giorni dopo senza notare il sangue sulle pareti, oppure il Ministro dell’Interno Bobo Maroni che oggi gioca a fare la verginella lassù in Lombardia, o il Ministro della Giustizia Nitto Palma oppure Gianfranco Fini che fu presente tutto il tempo nella sala operativa della Questura. Forse vale la pena di ricordare anche il brutto errore di Tonino Di Pietro che si accodò ai berluscones per negare una Commissione d’Inchiesta sul G8. Insomma è passata un’era eppure basterebbe così poco per ricordare.

Ci sono voluti quasi tredici anni ma adesso la vicenda dell’irruzione nella scuola Diaz, che chiuse nel sangue i giorni drammatici del G8 di Genova, può dirsi finalmente compiuta.

Fra Natale e Capodanno, su ordine del tribunale del capoluogo ligure, sono stati infatti arrestati 11 dei poliziotti condannati in via definitiva per l’irruzione del 21 luglio 2001 nella scuola dormitorio e per l’introduzione nella stessa di prove false che erano servite a giustificare la «macelleria messicana» (la definizione è di Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma) che aveva causato 87 feriti gravi e gravissimi. Gli ultimi due funzionari per cui sono scattati gli arresti, il pomeriggio del 31 dicembre, sono stati Spartaco Mortola, ai tempi del G8 capo della Digos Genovese poi diventato questore vicario di Torino e capo della Polfer nel capoluogo piemontese, e Giovanni Luperi ex dirigente Ucigos poi passato ai servizi segreti prima della pensione.

I due, in base alla sentenza definitiva emessa dalla Cassazione nel luglio scorso, devono scontare ancora rispettivamente otto mesi e un anno di reclusione (sui quattro di condanna). Li passeranno agli arresti domiciliari e devono ringraziare il decreto «svuota carceri» del ministro della Giustizia Cancellieri se per loro non si sono aperte le porte di una cella dopo che il tribunale di Sorveglianza di Genova, nei giorni scorsi, ha respinto le richieste di affidamento ai servizi.

Stessa sorte, soltanto poche ore prima, era toccata anche a Francesco Gratteri, ex capo dello Sco ed ex numero 3 della Polizia e una carriera piena di successi e encomi nella lotta contro la mafia (fu tra i poliziotti che fecero scattare la manette ai polsi di Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca) prima della sospensione dal servizio e della condanna definitiva che lo consegna adesso ad un anno di arresti domiciliari sui quattro a cui lo aveva condannato la Cassazione.

Dopo una battaglia legale durata anni, dopo tre processi, continui rinvii, silenzi, coperture istituzionali, depistaggi e infine prima la prescrizione, che ha cancellato le accuse di violenze lasciando in piedi solo quelle per la costruzione di prove false, e poi l’indulto, nei giorni scorsi è finito agli arresti anche l’ex capo dello Sco Gilberto Caldarozzi, per cui la Cassazione ha respinto il ricorso con cui chiedeva la cessazione della detenzione domiciliare e l’affidamento ai servizi sociali, che deve scontare gli otto mesi restanti della condanna originaria a 3 anni e 8 mesi (ridotta grazie all’indulto).

Stesso provvedimento, visto che il tribunale di sorveglianza ha negato per tutti l’affidamento ai servizi, anche per Nando Dominici, ai tempi del G8 capo della squadra Mobile di Genova e oggi pensionato, Filippo Ferri, ex capo della squadra mobile di Firenze e oggi responsabile della sicurezza del Milan, Massimo Nucera, l’agente che finse di essere stato accoltellato all’ingresso nella scuola Diaz, Salvatore Gava, ex capo della Mobile di Viterbo che ha lasciato la divisa, Fabio Ciccimarra, ex capo della Mobile de l’Aquila, e l’ispettore capo Maurizio Panzieri.

Tutti, durante gli arresti domiciliari che varieranno dagli otto mesi all’anno di detenzione, potranno godere di alcune ore di permesso, potranno utilizzare il telefono e godere degli sconti di pena per buona condotta. E per molti di loro non ancora arrivati alla pensione, una volta terminata la sospensione del ministero dell’Interno legata all’interdizione dai pubblici uffici, la carriera in polizia potrebbe anche ripartire dopo le molte promozioni accumulate in questi quasi tredici anni.

Massimo Solani per L’Unità

22 Risposte a “Scuola Diaz: 11 arresti 13 anni dopo”

  1. E di carlo giuliani che il tribunale europeo non lo consideri un eroe cosa ne pensate ? Visto che stava ammazando un carabiniere ?

  2. dopo 13 anni 8 mesi ai domicialiari e reintegro nelle forze di polizia agli 11 alti dirigenti responsabili della mattanza all diaz. l’italia antifascista nn dimenticheà i loro nomi e cognomi.

  3. E anche vero che se uno scrive libri e parla di ndrangheta sa a cosa va incontro in più guadagna soldi E un lavoro scrivere libri non vedo perché deve girare con la scorta ?sai quante minacce ho avuto io da detenuti e pure non ho la scorta

  4. ….. ps. … e prima e più di altri….. il loro comportamento deve essere d’esempio per ottenere il rispetto dovuto al compito che hanno…senza nulla togliere, sopratutto, al lavoro di tutti gli uomini e donne che svolgono il loro compito con onesta.

  5. Se sono loro i responsabili, meglio tardi che mai….se ne esistono altri devono anche loro pagare….

  6. Ancora nel 2014 con le difese corporative a prescindere?!?!?!
    Ha senso? Siccome Cavalli ha la scorta non può muovere alcuna critica a uomini che sbagliano? Come se chi pranza alla Caritas non potesse denunciare un parroco che allunga le mani. Suvvia, siamo seri. Iniziamo a responsabilizzare le persone, gli esseri umani, ché una divisa non può nascondere ciò che sei.

  7. Mi dispiace signor Cavalli che pubblica questi link a che pro ? Visto che a contatto 24 ore con i colleghi vede quanti sacrifici fanno.concordo con il signor Bianchini .

    1. Se un poliziotto è uno stronzo rimane uno stronzo. Che sia un poliziotto, un prete, un attore o un idraulico. Se ha compiuto un reato tanto peggio. Peggio di un attore o un idraulico.

    2. Temo che il sig. Romano non viva in questo paese

    3. no il Sig. Romano vive in questo paese ed è per persone come lui e come il Sig. Bianchini che è ridotto così!!!!!!

  8. mi amareggia che sono quasi tutti ex,certo che questo Paese è molto lento…

  9. Non mi sembra che si sia fatta di un erba un fascio, solo saremmo felici che TUTTI quelli che sbagliano paghino, anche e soprattutto chi ha un ruolo istituzionale…….

  10. E’ bello fare di tutta un erba un fascio?
    Se è questo che pensate degli uomini in divisa spero proprio che un giorno siate costretti a chiedere il loro aiuto senza riceverlo.

    1. caro Luigi Bianchini ci vivo h24 con la polizia.

  11. Solo una vittoria morale. Sono praticamente stati salvati.

  12. Giustizia Italiana……come ai tempi di Pinochet.

  13. Come al solito in Italia se rubi una mela ti sbattono in galera e buttano la chiave. Invece se hai una divisa è compi una massacro ti danno una pacca sulla spalla e una bella promozione.

    SCHIFATO!

  14. Meglio tardi che mai, speriamo paghino davvero

  15. Tutte cose gia’ viste, al solito in questo paese la divisa non si processa. Il reato di tortura continua a non esistere e dei numeri identificativi manco a parlarne. Non c’e’ stata alcuna giustizia, non vi sara’ mai alcun rispetto.

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