Cosa ne penso prima delle elezioni europee (post politico, eh)

Sulla situazione politica e sul quadro prima delle elezioni europee ho risposto all’amico Alessandro che mi chiedeva cosa ne pensassi di questo e di questo. Lo riporto qui anche per rispondere ai molti che mi chiedono e mi scrivono. So già che qualcuno mi dice che qualche ora fa l’intervista di Vendola ha smentito le ipotesi riportate da Repubblica ma la mia sensazione attuale di poco cambia:

Io sono sfiancato da questa sinistra, ti dico la verità. Anzi, probabilmente sono sfiancato dalla mia idea di sinistra che continua a non intravedersi nemmeno possibile in uno scenario che a sinistra mi sembra diventare ogni giorno sempre più provinciale. Trovo che SEL si sia definitivamente affossata nel suo silenzio assenso ad un congresso del PD vissuto come spettatrice vogliosa dichiarando di non volere “interferire” in un processo politico che invece cade a valanga sui suoi programmi futuri. Credo che la sensazione che SEL sia nato come futuribile costola del PD sia evidente guardando le alleanze di qualsiasi elezione amministrativa in giro per l’Italia in cui L’Italia Bene Comune sembra essere una coalizione viva e vegeta e addirittura funzionante condonando il livello nazionale. In Italia serve una lista che abbia il coraggio di rinunciare al codardo limite dell’autopreservazione con lo stesso coraggio con cui Syryza s’è fatta partito come confederazione di bisogni e non di simboli. Ho sperato (poco) in Ingroia ma come sai ho sentito subito puzza di bruciato. Qui vogliono convincerci che il rinnovamento passi per la speranza di rinnovamento quotidiano dei soliti noti: si masturbano ma ci dicono che dobbiamo goderne anche noi. Con uno sguardo europeo credo che una lista di appoggio a Tsipras sia l’unica soluzione possibile per chi come me ritiene indispensabile essere radicale con se stesso ma a noi manca proprio la cultura dell’unione solidale tra le persone prima ancora che tra popoli e continuiamo a misurare chi ha la sinistra più lunga senza avere voglia di mettere in discussione nulla. Così alla fine l’antieuropeismo ingoia anche quelli che vorrebbero un rifondazione europea (che guarda sarebbe un nome bellissimo per una lista civica). Vendola ha avuto il coraggio iniziale di strappare creando orfani finalmente entusiasti e poi ha voluto riadottarli tutti lui: il mare aperto di cui parlava è un orizzonte lontano in cui vanno a cercare gli ultimi pesci gente come Ferrero, Di Pietro e altri che non hanno mai avuto la capacità di guardare l’orizzonte. Com’è possibile creare una lista in appoggio a Tsipras in un Paese analfabeta sull’europa e sulla differenza tra liberismo e solidarietà?
Insomma, questo è quello che penso. Vorrei non essere pessimista, Ale, non sai quanto lo vorrei.

9 Commenti

  1. Condivido la tua amarezza compagno, ma ciò che è certo è che anche in Italia serve una moderna sinistra radicale come nel resto d’Europa (Izquierda Unida, SYRIZA, Sinn Fein, Front de Gauche, Die Linke, ecc..). Se SEL non vuole interpretare quel ruolo, dovremo sforzarci di costruire un altro soggetto politico che abbia il coraggio di essere coerente con le proprie idee: cioè capace di far corrispondere alle parole (no al neoliberismo) i fatti (essere alternativi al PD)!

  2. Il PD è la nuova DC. Che evoluzione! Io che ho creduto fermamente nella sinistra non mi sono più visto rappresentato da politicanti che hanno fatto passare leggi-nefandezza che andranno a impoverire le prossime generazioni con cappi al collo quali il MEF e tutti i patti scellerati (siglati a livello europeo per rimpolpare il sistema bancario e finanziario globale) che appesantiranno ulteriormente il debito nazionale. La sinistra italiana ha votato le leggi vergogna contro i cittadini e ha mantenuto tutti i suoi privilegi. Anzi, li ha accresciuti. Che tristezza! Dai documenti che ho letto e visionato quotidianamente, in maniera quasi scientifica e capillare, sull’attività parlamentare ritengo in tutta coscienza che l’unico soggetto politico credibile sia il M5S. Mi spiace dirlo, ma questa sinistra non rappresenta più la gente comune. E’ radical chic, col cuore a sinistra, ma il portafogli (e gli interessi particolari) a destra. Non c’è un solo leader di sinistra che dica parole di sinistra e di conseguenza operi. Purtroppo è così. Questa sinistra NON mi rappresenta più. Ho fatto difficoltà ad ammetterlo a me stesso. Ora ho una grande consapevolezza sul cammino da intraprendere.

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