La fragilità eroica di Roberto

Ci vuole coraggio nel non mostrarsi coraggiosi a tutti i costi. Soprattutto se sei cosciente che ogni parola verrà usata contro di te per l’eterno gioco delle fazioni e del mascariamento che prende piede nell’antimafia alla stessa velocità e con le stesse modalità che nella mafia. Ora immagino già le battute sulle pillole o sull’esibizionismo a tutti i costi e sento già chi ci dirà che è l’ultima trovata per vendere il suo libro che “non è andato benissimo”.

Io stesso ho criticato l’eroismo artificiale che Mondadori aveva voluto costruire intorno a Roberto e che finiva per schiacciare la letteratura, i fatti e soprattutto un mondo di sofferenze che di eroico possono avere la facciata ma non la faccia, segnate come sono da uno Stato disattento che spesso non riesce a proteggere la dignità oltre che la sicurezza (penso ai testimoni di giustizia, ad esempio, o gli amministratori che non vengono nemmeno ricevuti in Prefettura).

L’intervista di oggi di Roberto Saviano è una delle pagine sue più coraggiose perché invece apre il cuore senza remore, senza artifizi e senza avere riordinato nemmeno la stanza. Ci vuole coraggio a rendere pubbliche le proprie fragilità senza arrendersi. Tanto. E beati quelli che per anaffettività riescono a tenere il personaggio. Ma che brutte persone, dietro al personaggio.

13 Commenti

  1. Emma

    Erano impressionanti anche i link agli articoli messi alla base dell’articolo con l’intervista a Roberto Saviano: erano link ad altri articoli dello stesso giornale dedicati argomenti che fuorviavano dall’importanza delle ricerche della pubblicazione più recente.

  2. Sono sempre un po’ restia a usare la parola “eroe”. Lo faccio anche in questo caso pur riconoscendo che ci vuole molto coraggio per chi come Roberto è costretto a vivere una vita segregata e a rinunciare a tutto quello che dovrebbe far parte della vita di un giovane uomo. Per questo e per la fragilità molto umana che ha dichiarato lo stimo.

  3. In italia stare dalla opposta alla criminalità organizzata ti mette anche contro la gente fra virgolette per bene. E il motivo e semplice quanto terribile, essere contro i boss della tua città viene visto come colui che leva il pane alla gente. Ognuno di noi dovrebbe indignarsi difronte alla criminalità e alla corruzione che ci circonda, invece il tutto passa come se fosse normale ci si indigna se viene negato un rigore, ma si tace se ti uccidono il vicino ho spacciano droga sotto le scuole. Bisogna capire e far capire che il crimine e la corruzione sono fine a se stesso, e non fa ne il bene della collettività ne il bene del singolo, crea solo distorsioni e ingiustizie.

  4. E’ proprio vero. Non mi stupisco del coraggio di Roberto e (forse) della sua richiesta d’aiuto. Ma posso immaginare ciò che ne uscirà. Cominceranno a spuntare i soliti dottoroni che diranno che è un drogato, un megalomane, un ebreo sionista (questo c’è sempre!), uno sfigato. Saranno tutti pronti a giudicare. Spero che dopo Roberto trovi la forza di ignorare chi lo calunnierà.

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