A proposito di Don Diana

E della memoria che non va semplicemente commemorata ma soprattutto esercitata, si parla in queste ore dell’intervista che Augusto Di Meo ha rilasciato a corriere.it. Di Meo è il testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana (avvenuto nella chiesa di San Nicola il 19 marzo del 1994 a Casal Di Principe) che subito dopo l’omicidio per mano della camorra ha deciso di denunciare. E’ sempre la vecchia solita storia dei cittadini che si ritrovano a rispettare la legge per poi navigare tra la solitudine e un eroismo che reca solo problemi. Forse Don Diana avrebbe voluto che ci si prendesse cura di quelli che hanno preso alla lettera il suo insegnamento, oltre alla celebrazione annuale della sua morte. No?

7 Commenti

  1. giordana

    E’ molto giusto far vedere queste situazioni. Sarà interessante anche vedere lo sceneggiato che verrà trasmesso in tv prossimamente. Grazie Giulio

  2. Ascoltare “Per amore del mio popolo”, la canzone che ho scritto qualche anno fa per ricordare il sacrificio di don Peppe Diana, a commento di questa intervista, è stata una graditissima sorpresa; ringrazio la giornalista Amalia De Simone per averla scelta. Sono onorato, peraltro, di poter fare da colonna sonora al racconto di Augusto Di Meo, in quanto credo che migliore esempio di coerenza con il messaggio di don Peppe non possa esserci, affinché s’incarni l’appello finale di quel documento: “…gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili”.

Rispondi