Belle notizia di un’antimafia concreta

È stato inaugurato ieri mattina il nuovo spazio famiglia della Casa circondariale di Trapani intitolato ai fratellini Giuseppe e Salvatore Asta e alla madre Barbara, vittime accidentali dell’attentato col quale il 2 aprile 1985 a Pizzolungo la mafia tentò di colpire il giudice Carlo Palermo.

L’iniziativa, promossa dalla direzione del carcere e dall’associazione Euro, rientra nella settimana della memoria “Non ti scordar di me” patrocinata dal Comune di Erice e sostenuta dall’associazione Libera in occasione del 29° anniversario dell’eccidio.

La notizia completa è qui.

2 Commenti

  1. Non sarebbe male però ricordare che l’obiettivo era Carlo Palermo, che era finito in Sicilia, a Trapani dopo che in un indagine a Trento era incappato in un’indagine su un traffico di armi in cui era coinvolto qualcuno che stava molto a cuore al potente segretario del PSI (si scoprirà dopo durante Mani Pulite del perchè), nonchè presidente del Consiglio, che attaccò duramente il giudice Palermo, che fu trasferito. La storia si ripete quando un magistrato persegue determinati poteri, si trova contro le istituzioni, se lazione delle istituzioni non è sufficiente c’è il braccio armato.

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