Quando fanno comodo i pentiti

«Storicamente ho constatato che quando i collaboratori di giustizia o i testimoni parlano di bassa macelleria criminale va tutto bene, quando arrivano dichiarazioni che attingono alla sfera politica o istituzionale cominciano le polemiche e le delegittimazioni. Fino a quando Gaspare Spatuzza si limitò a ricostruire la vicenda esecutiva della strage di via D’Amelio anche a livello di opinione pubblica e forze politiche registrammo plausi, nel momento in cui riferì le confidenze dei Graviano su rapporti con esponenti politici non solo iniziarono le polemiche ma addirittura non fu accolta la richiesta delle procure di sottoporre Spatuzza a un programma di protezione. È andata sempre così: la solita litania delle delegittimazioni gratuite e in alcuni casi delle calunnie. Il nostro compito è di andare avanti. Comunque».

Nino Di Matteo qui.

Un commento

  1. La storia dei pentiti di una delle città più sottovalutate sul piano criminale, Cosenza, ma che in realtà è ben inquadrata nel contesto della ‘ndrangheta, è esattamente questo. La città con il maggior numero di pentiti in Italia, oltre 120, che si sono sempre accusati tra di loro e che mai e poi mai hanno aperto lo scenario delle connivenze poltiche, imprenditoriali e con pezzi dello Stato …, chissa perchè? (Basta leggere il libro “La Citta Oscura – il romanzo criminale della città di Cosenza”, Edizione Falco )….

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