Nella terra di mezzo non c’è più quasi nessuno

Sono politicamente molto lontano dalle posizioni di Claudio Fava e in generale con tutti gli “irresistibilmente attratti” dal PD ma concordo con lui sulle critiche alla non-posizione uscita ieri dall’assemblea di SEL in cui si è deciso di non decidere. La sinistra guardinga e timida finisce sempre per essere risucchiata verso il centro o diventare malinconicamente residuale e oggi a SEL è chiesto di decidere se fare grande il germoglio delle ultime europee oppure farsi piccola ma sicura nel confortevole PD: il resto è esercizio oratorio.

Poi magari un giorno qualcuno avrà il coraggio di dire che Vendola ha esaurito la sua parabola di spinta. Poi. Magari.

32 Commenti

  1. Sono lontani i tempi propulsivi del 2011. Eppure Nichi ha una visione ed un acume politico che altri si sognano. Dentro e fuori Sel. I tempi del “passato di moda” sono dettati dal mercato e tra un anno anche Renzi o Grillo avranno fatto il loro giro. Il punto è come rinnovare la politica dove non c’è nulla di più vecchio del leaderismo.

  2. Giuseppina Buscaino

    Francesca Basile, intanto Vendola non il coordinatore nazionale di SEL e non ha motivo di dimmersi e tutti noi dovremmo essergli grati per tutto quello che ha fatto in questi anni. Fratoianni lo è ed è una risorsa per noi. E poi dove vuoi confluire? Tutti? Ma non ti rendi conto che c’è sta un’assemblea nazionale e non c’è nessuno che vuole fare quello che dici tu? Che cosa è Tsipras? Un partito? Non è niente! Tu vorresti dissolvere l’unica forza politica organizzata della sinistra? Ma che scherziamo? Noi abbiamo deciso che SEL resta lì dov’è e intanto cerchiamo di allargarci facendo un’attività politica intensa dialogando con la fu lista Tsipras ed anche con il pd.

  3. Paolo

    Sottoscrivo tutto quello che ha scritto Giulio Sarti, e aggiungo che SEL è ancora oggi l’unica forza organizzata di sinistra e ogni tentativo di creazione di una forza più grossa passa per SEL. Ora è proprio il momento della Terra di Mezzo, non vogliamo stare con il minoritarismo di Rifondazione ormai fallita, né con il decisionismo di Renzi. In mezzo a questi due estremi c’è tutto il campo della sinistra da praticare, ed è quello su cui scommette SEL.

  4. Il coraggio di dirlo tu ce l’hai. E poi? Decidi di decidere o resti con chi continua a non decidere?

    (L’ultima – FQ di oggi pag.8 Nichi Vendola: “voglio essere un’anguilla”. L’anguilla dovrebbe sgusciare da tutte le parti e “sfuggire alla cattura di chi vuole portarci indietro o ci vuole portare fuori strada”)

  5. Che Vendola abbia esaurito la sua spinta è lapalissiano, pure io che con Vendola ho condiviso molti degli anni della mia militanza politica, ormai conclusa (per quel che mi riguarda ovviamente), non posso non riconoscerlo. Però oggi non possiamo scegliere se stare con Rifondazione o il PD sarebbe un suicidio: non con questo PD e non con questa Rifondazione. Una rifondazione in cui non si vede un briciolo di rinnovamento, di critica, anche alla luce di un disastro sociale in cui quel partito non ha saputo rendersi protagonista dell’opposizione. Nel PD c’è un dibattito interessante, a tratti affascinante e capisco chi pensa di entrare in quel dibattito, con l’illusione di modificarne gli esiti. Prima di cominciare a capire con chi stare forse è bene iniziare un percorso, mai avviato, su cosa vogliamo essere, cosa costruire e chi rappresentare. Forse in questo percorso abbiamo bisogno di una direzione diversa, non lo nego, ma dobbiamo uscire da quel guscio fatto di malpancisti del PD e rifondaroli delusi e confrontarci con gli elettori di sinistra sui temi concreti: diritti, ambiente, lavoro, costruendo un progetto politico che non debba essere attratto ma possa attrarre a sé la sinistra italiana.

  6. Lucio Sardi io non sono contro Vendola, non è una questione su “di lui” ma semplicemente la constatazione politica sulla parabola discendente della sua leadership. Il Vendola che poteva vincere le primarie del centrosinistra è molto lontano e difficilmente ripetibile e dietro di lui mi sembrano molto meno ispirati e confusi: così succede che il suo “tenere insieme” il partito venga vissuto come una brutta ambiguità.

    1. Intanto Giulio apprezzo che tu mi abbia risposto direttamente. Si vede che curi e rispetti le discussioni che metti in circolo. Ti riconosco di essere un osservatore critico ma sincero oltre che una persona intelligente. Forse bisognerebbe riconoscere che Sel non è solo Vendola e che lui se ha avuto un pregio negli ultimi mesi è stato quello di saper interpretare i sentimenti di una comunità politica che discute liberamente e sceglie di conseguenza. Al congresso di Riccione ed anche nell’ultima assemblea nazionale di cui ho la fortuna di far parte è andata così ed ho potuto cogliere la sua capacità di ascolto e sintesi del dibattito che ha attraversato una delle poche realtà ancora organizzate e aperte a sinistra senza la quale l’esperienza della lista tsipras non avrebbe neanche potuto superare lo scoglio della raccolta delle firme (per non dire il 4%). Forse Vendola nel suo nuovo ruolo di figura politica e culturale di riferimento potrà riuscire anche meglio di quando, essendo riconosciuto come la principale novità nel quadro politico nazionale, poteva giocare un ruolo di primo piano. Sarebbe forse più utile a tutti provare a discutere quale percorso debba affrontare una sinistra non identitaria e nostalgica per recuperare il ruolo che merita nella politica italiana. Magari una terra di mezzo rispetto agli attuali schemi imperanti rappresentati da Renzi o Grillo che con la cultura della sinistra sembrano avere un rapporto più che altro strumentale? Spero di avere l’occasione di rivederti da sotto un palco dopo l’occasione avuta nella tua partecipazione ad una iniziativa a Ventimiglia di un paio d’anni fa di cui forse ti ricorderai. Un saluto.

  7. La sua “spinta propulsiva” l’ha persa ormai da diverso tempo, anche prima del caso Ilva che ha leso l’immagine dell’uomo: ai tempi facevo proprio questa constatazione, ma politicamente aveva già finito la sua parabola da un pezzo.
    La storia della “terra di mezzo” è un espediente retorico per tirare avanti: non c’è più alcun aggancio con la realtà.
    Prima dentro Sel ne prendono atto agendo di conseguenza meglio sarà. Purtroppo in tanti, per opposte ragioni, preferiscono procrastinare questo momento accontentandosi di ascoltare le saghe fantasy di Nichi
    http://paolosoglia.wordpress.com/2013/11/16/caro-vendola-non-mi-hai-convinto/

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