Gli uomini del clan Pesce lavorano (anche) a Verona

Le complesse e articolate attività di polizia giudiziaria hanno portato anche i militari ad indagare su Verona. Gli approfondimenti investigativi eseguiti nei confronti delle aziende di trasporto riconducibili alla cosca “Pesce”, alcune delle quali operanti nel Nord Italia, in particolare a Verona, hanno evidenziato l’utilizzo di imprese cooperative che si sono interposte tra esse e i clienti finali. Infatti, le cooperative di lavoro avrebbero avuto quale unico scopo quello di fornire uno schermo giuridico alle imprese della “cosca”, le quali, una volta “esternalizzati” i propri lavoratori facendoli solo formalmente assumere dalle cooperative e fittiziamente ceduto in comodato i mezzi d’opera alle stesse, hanno continuato a operare direttamente non preoccupandosi più del pagamento degli oneri fiscali che gravavano interamente sulle false cooperative. La Finanza è sicura che venissero controllate almeno tre aziende veronesi. Tutte a Nogarole Rocca, tutte nell’ambito degli autotrasporti e della logistica.

Le stesse cooperative hanno successivamente fatturato alle imprese beneficiarie della frode prestazioni di servizi, simulando inesistenti contratti, e così consentendo loro la fraudolenta contabilizzazione dei rel ativi costi ed Iva a credito. Le cooperative di lavoro si sono rivelate società di fatto inesistenti, interposte al fine di caricarsi tutti gli oneri impositivi (in termini di imposte e Iva dovuta), contributivi e previdenziali che, come acclarato, non sono stati mai assolti Infatti, le predette cooperative erano di fatto “ scatole vuote ” che hanno cess ato l’attività dopo breve tempo e i loro rappresentanti sono risultati prestanome nullatenenti. Verona sarebbe entrata nel mirino da tempo della mafia al Nord proprio per il territorio ricco e per la posizione strategica per trasporti ferroviari e stradali.

(fonte)

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