E in tutta quella tenerezza sembra poca cosa qualunque sia la malattia.

In ospedale. Lui alla macchinetta del caffè cercava di imparare in fretta fessure e pulsanti. Avrà almeno settant’anni. Si schermisce mentre ascolta le indicazioni di un passante gentile e aspetta la fine del flusso automatico battendo con il piede una vecchia canzone che si sta cantando in testa.

Poi mescola con tanta attenzione che il bicchiere di carta sembra porcellana. E’ lì che arriva lei. Lui la guarda, le porge il caffè e subito le raccoglie le carte degli esami fatti. Lei beve tenendo in bilico il cotone incerottato, finisce il caffè, guarda il fondo del bicchiere e gli dice “grazie”, gli dice e poi lo bacia.

E in tutta quella tenerezza sembra poca cosa qualunque sia la malattia.

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