Antimafia: la ricetta di Nicola Gratteri

Possiamo dire che finalmente abbiamo raggiunto il bivio: Gratteri ha consegnato le sue proposte per inasprire la lotta alle mafie ora sarà semplice seguire se diventeranno legge.

nicola-gratteriCarcere fino a 30 anni per i capimafia, confisca obbligatoria dei patrimoni, processi più snelli, una nuova agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie guidata da un manager e intercettazioni anche all’estero. E ancora: la riforma della polizia penitenziaria, l’inasprimento delle pene per i reati ambientali e la possibilità di utilizzare agenti dei servizi per infiltrare le cosche. È questo il cuore della relazione di 266 pagine che Nicola Gratteri, coordinatore del gruppo di lavoro per la riforma delle norme contro la criminalità organizzata, ha consegnato al Governo.

Un testo che l’esecutivo è pronto a trasformare in un disegno di legge o addirittura in un decreto. Il documento, depositato all’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi e consegnata al sottosegretario Graziano Delrio, ogni tema viene affrontato con alcune pagine di spiegazione generale a cui seguono delle vere e proprie schede operative divise in due parti.

Si parte con l’inasprimento delle pene per i reati previsti dal 416 bis che saranno superiori o equiparate a quelle previste per i narcotrafficanti, arrivando a punire chi dirige un clan, dunque i boss, con pene che vanno fino a 30 anni di reclusione. Aumentata anche la pena minima per gli affiliati semplici da punire con “non meno di 12 anni”.

La nuova norma prevede inoltre la confisca “obbligatoria” dei patrimoni frutto del malaffare, da estendere anche ad eventuali complici e soci. Novità anche sul fronte delle intercettazioni – che potranno essere fatte anche all’estero – e della polizia giudiziaria. In questo senso è previsto, oltre a una più stretta collaborazione con i servizi segreti, l’utilizzo di uomini delle forze dell’ordine da infiltrare nelle cosche con modalità operative nuove (c’è ad esempio la possibilità di portare armi con matricola abrasa).

Sul fronte dei processi, poi, sarà prevista l’uso delle videoconferenze: una novità che farà risparmiare circa 70 milioni l’anno, attualmente spesi per gli trasferimenti dei detenuti. Per snellire i processi la commissione pre- che, ad esempio, le eccezioni preliminari (che di solito occupano due o tre udienze) debbano essere presentate dalle difese una settimana prima della prima udienza in maniera tale da essere valutate per tempo da pm e giudici in anticipo rispetto all’inizio del procedimento.

Niente più carte per i difensori che potranno ritirare tutti gli atti del processo digitalizzati direttamente nelle cancellerie delle procure. La polizia penitenziaria, sgravata di alcune incombenze, avrà compiti nuovi. Dovrà infatti dotarsi di un ufficio scorte per la sicurezza dei palazzi a rischio (tribunali, procure, ecc.) e sarà chiamata ad occuparsi in via esclusiva di pentiti e collaboratori di giustizia.

Sarà riformata anche l’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alle mafie che attualmente si trova a Reggio Calabria. Avrà una sede unica a Roma. Sarà guidata da un manager e dotata di personale selezionato con bandi e concorsi pubblici. Altro settore rivoluzionato sarà quello dei crimini contro l’ambiente, che saranno considerati tutti reati penali puniti con il carcere.

Novità anche sulle intercettazioni. La nuova norma mette sullo stesso piano le intercettazioni svolte per i reati ordinari e quelle per i reati di mafia prolungandone i decreti da 20 a 40 giorni. Ci sarà poi una stretta per la pubblicazione delle intercettazioni. Non sarà più possibile pubblicare quelle che non siano “strettamente legate al capo d’imputazione”. Secondo gli estensori della proposta deve esserci un argine tra ciò che appartiene alla vita privata delle persone indagate e quello che è invece collegato al reato e quindi di interesse pubblico.

(fonte)

18 Risposte a “Antimafia: la ricetta di Nicola Gratteri”

  1. manuela canera dice: Rispondi

    Gratteri l’avrei tanto voluto come ministro della Giustizia, ma abbiamo Orlando… è l’Italia! Spero che almeno approvino in toto la sua relazione, ma nutro seri dubbi è troppo puntuale, precisa e completa.
    Manuela Canera

  2. E le seguiremo, noi onesti, con particolare attenzione.

  3. accetto scommesse: 10 a 1 che le sue proposte rimarranno lettera morta!

  4. speriamo che il potere politico ne tenga conto!!

  5. e per persone come lui che sono fiera di essere italiana

  6. Bene così Dott.Gratteri: leggi più ferree, per il rispetto nei confronti dei cittadini ONESTI …per poi ricostruire una SOCIETA’ PULITA……!!!

  7. Giulio,ma col tabù buonista anche dei tuoi colleghi di Sel,una parte della sinistra vorrebbe abolire l’ergastolo ostativo alias 41 bis!Pure don Ciotti vorrebbe abolirlo,ma il catto-comunismo e i radicali,pensano che certa gente possa cambiare possa essere rieducata:è pura follia!

  8. basterebbe applicare le leggi che ci sono… o no?

  9. Senza Napolitano di torno, abbiamo (forse) qualche speranza in più…

  10. quest’uomo è l’unico vero erede di Giovanni Falcone. Parla poco e fa i fatti …

  11. Non le concretizzeranno mai in legge… anzi faranno l’esatto contrario

  12. Se diventeranno legge, dopo essere state riviste e ” molto corrette”…..forse…..

  13. una previsione? non prima delle prossime elezioni

  14. È per persone come lui che sono fiero di essere calabrese!

  15. Madonna che grande quest’uomo. ‘Fratelli di Sangue’ é straordinario.

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