Il figlio di Provenzano si inventa cicerone della mafia per i turisti. Che schifo.

ALTRI02FLASHA_3306450F1_3026_20121204213214_HE10_20121205Un singolare tour turistico. Da mesi decine di turisti americani incontrano settimanalmente il figlio del capomafia Bernardo Provenzano, Angelo. I meeting avvengono durante la tappa palermitana di un viaggio organizzato da un tour operator di Boston. Nel corso degli incontri Angelo Provenzano, 39 anni, racconta ai turisti la sua vita e il rapporto col padre, Bernardo, celebre capo dei capi di Cosa Nostra.

Gli interventi sono preceduti da una breve introduzione sulla storia della mafia fatta da uno degli organizzatori. Dopo una prima fase «sperimentale» gli incontri sono diventati tappa fissa del tour: enorme l’interesse suscitato nei turisti dai racconti del primogenito del boss. Al termine dei meeting gli «spettatori» – generalmente professionisti e intellettuali che arrivano da ogni parte degli Stati Uniti – rivolgono a Provenzano una serie di domande sulla figura del padre, ma anche sulle difficoltà che nascono dal portare un cognome tanto «ingombrante». Gli incontri sono partiti a settembre scorso e nel periodo estivo, quello di maggiore flusso turistico, arriveranno a due a settimana.

(fonte)

44 Risposte a “Il figlio di Provenzano si inventa cicerone della mafia per i turisti. Che schifo.”

  1. ma che minchiata è una cosa così? davvero la mediocrità umana tocca abissi inimmaginabili.

  2. al peggio non ce mai fine,che schifo,

  3. Ah beh! Sensibilizzazione! Lo sanno anche loro che la battaglia si fa sull’immaginario!

  4. “Grandissimo stronzo” lo posso scrivere? Pensando a tutti gli sbattimenti che si fanno i ragazzi di addio pizzo mi viene solo questo.

  5. Gli incontri con finanche un lacchè, riconosciuto, del capo Messina farebbe più Denaro.

  6. E il ministro degli esteri non agisce diplomaticamente?

  7. Certo che al peggio non c’è mai fine!

  8. neanche nella fantasia cinematografica….

  9. INTELLETTUALI YANKEE ….!!! :/

  10. Ecco come si valorizza l’essere figlio di un mafioso, che gode anche di importanti amicizie nel mondo dell’antimafia (senza che nessuno si scandalizzi!!!): basta non raccontare niente degli affari e delle amicizie del padre, non come Massimo Ciancimino che invece sappiamo come è denigrato, attaccato da tutti i fronti e isolato, malgrado rischi la vita, senza nessuna garanzia di cui potrebbe godere se solo non avesse fatto i nomi degli interlocutori di suo padre!

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