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I numeri, i numeri, i numeri. E la riforma della scuola.

“Parlano i numeri” è una frase che renziani e renzini sventolano spesso come pietra tombale di discussioni non ben accette. I numeri impressionanti dello sciopero di oggi aprono due sole possibilità: che questo Paese abbia il 99% degli insegnati che sono imbecilli oppure che il Governo abbia proposto agli insegnanti una riforma imbecille. Tertium non datur.

Foto Daniele Leone / LaPresse 10/10/2014 Roma, Italia Cronaca Roma, Cortei degli studenti in occasione dello sciopero nazionale della scuolanella foto: momenti della mafifestazionePhoto Daniele Leone  / LaPresse10-10-2014 RomeStudent demonstration against Renzi 's governorin the picture: the demonstration

Foto Daniele Leone / LaPresse
10/10/2014 Roma, Italia
Roma, Cortei degli studenti in occasione dello sciopero nazionale della scuola.

31 commenti su “I numeri, i numeri, i numeri. E la riforma della scuola.”

  1. Potere ai presidi???!!!! Con la classe dirigente che abbiamo in Italia???!!!! Ci dessero, prima, dirigenti che abbiano a cuore il bene dell’Italia, al posto della miriade di incompetenti ed opportunisti che ci ritroviamo ora in tutti i settori: Scuole, Aziende Sanitarie, Ministeri, Regioni…ovunque, ovunque, una schiera di incapaci, dove quelli che dirigono con onestà ed intelligenza si possono davvero contare!

  2. Purtroppo non è una proposta. Fanno finta che sia un disegno, ma è un progetto ben studiato che stringe la scuola verso la dismissione della sua funzione pubblica e egualitaria in un tunnel caotico incontrollabile senza ritorno, ( e coi “fichi secchi” per giunta) perché le disponibilità economiche sono irrisorie rispetto alle ambizioni. Quello che stiamo vivendo mi fa venire in mente i tempi della Marghareth Thatcher in Gran Bretagna

  3. Sono disponibili a migliorare alcune parti che riguardano anche i docenti….il cambiamento mette sempre un pò di timore, io lo dico francamente se sará o assomiglierá al modello che vige nel Regno Unito non mi dispiace per niente.

  4. In piazza c’era la paura del cambiamento, dell’innovazione, la paura di essere valutati. La paura di entrare di ruolo tramite regolare concorso. Ecco che allora si sono svegliati, altrimenti sarebbero andati avanti con la cattiva scuola.

    1. No, egregia, ad essere valutati ci siamo abituati, lo fanno i nostri alunni ogni giorno, ora dopo ora. La paura é invece quella che per essere valutati positivamente ci dovremo assoggettare alle, diciamo, indicazioni del dirigente di turno: mai sentito parlare di raccomandazioni, di tre che diventano sei o sei che diventano otto allo scrutinio? Ebene, si faccia una domanda, non é sempre il professore che sbaglia valuazione, molto più spesso é il preside che ricatta. E chi ha resistito fino ad ora, probabilmente ha paura di non aver più gli strumenti per poter resistere nella #buonascuola del futuro.

    2. E, mi scusi ancora, ma non sono proprio i vincitori del concorso 2012 ad essere stati esclusi dall’immissione in ruolo prossima ventura? A vantaggio di altre categorie che adesso non saprei indicare con precisione: per esempio la categoria o FASCIA dell’Agnese Prima Moglie, la quale non avendo superato il concorso del 2012 entrerà tuttavia di ruolo perché appartenente ad una delle fasce di “privilegio”. Nessuno ha paura di entare di ruolo tramite concorso, la maggior parte dei docenti lo ha fatto.

  5. 99%, dice. E ovviamente sta per confortarci con dati precisi, su questo. Perché non è mica che voi antirenziani o antirenzini siete dei cialtroni che sparano numeri a casaccio, giusto? (Ammettiamo anche un margine di errore)

  6. Io ho seri dubbi che i politici lo abbiano letto….rimane un altro passaggio….bisogna capire e poi ancora bisogna saper valutare le conseguenze sul medio e lungo periodo ….una riforma che incide su così tante persone per un arco di tempo vasto non poi essere liquidata in pochi mesi. Altro è il decreto assunzioni….ma quello non si fa…..per rendere la categoria riscattabile. I docenti ieri hanno dimostrato che capiscono eccome se capiscono,e se qualcuno non ha capito chieda alla maestra di spiegarlo ancora…..siamo abituate

  7. mi chiedo solo, se l’avesse fatto il centrodestra, cosa sarebbe accaduto, invece sono sicuro, che nonostante questa imiliazione senza precedenti, alle prossime politiche, gli stessi insegnanti, voteranno ugualmente e di nuovo il BUON RENZI

    1. A tal proposito penso e credo che neanche i nostri rappresentanti in Parlamento l’abbiano letto ed approfondito prima di votarlo, il che mi sembra più grave. Inoltre la informo che il documento sulla BUONA SCUOLA é stato analizzato e discusso in tutti i collegi docenti di tutte le scuole italiane tra settembre e novembre ed i risulatati sono stati verbalizzati e comunicati al Ministero, che di essi se ne é fatto giustamente un baffo.

    2. Probabile,io non sono un insegnante,ma credo che lo sciopero di ieri non serva assolutamente a nulla,credo che le armi della scuola siano solo una conoscenza perfetta da parte di tutti gli interessati dell’argomento che si tratta e si giudica e poi il blocco degli scrutini se lo si ritiene necessario.Mi meraviglia molto però il fatto che per la riforma Gelmini non ci fu tutto questo fermento.

    3. Io al contrario mi ricordo di specifici fermenti, scioperi ed autogestioni degli studenti a scuola, per analizzare e criticare la riforma Gelmini, che in ogni caso non toccava lo status dei docenti, il quale é materia di contrattazione.

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