Il bambino con il gelato blindato

411EUaV-LbL._SY300_La storia è uscita nei giorni scorsi, qualche quotidiano ne ha scritto ma è rimasta comunque sotto traccia. Una storia in cui la delicatezza e l’umanità ci chiedono di non fare nomi e nemmeno luoghi ma che anche scritta senza troppe indicazioni è dolorosa come una manciata di sale sul cuore: un bambino di nove anni, figlio di un magistrato antimafia, si ritrova sotto scorta insieme alla madre e alla sorella. L’obiettivo è lui: il bimbo. Il figlio maschio di un magistrato di cui (secondo le parole intercettate dal boss) “non deve rimanere nemmeno il seme”.

Provate a spiegare ad un bambino in compagnia del suo gelato blindato che la mafia non è un’emergenza prioritaria di questo Paese. Ai professionisti dell’antiantimafia consiglio di provare a convincere lui.

9 Risposte a “Il bambino con il gelato blindato”

  1. Sono rimasta basita..ma che Paese e’ un Paese in un cui un bimbo di 9 anni deve girare con la scorta?

  2. la storia di un bambino in un paese all’incontrario ….

  3. Mi sono chiesta perché la stampa non ne parla e mi sono ritrovata con la testa vuota. No, non trovo una risposta convincente che mi spieghi perché si continua a riempire pagine o a chiacchierare in TV di personaggi e di fatti inutili.

  4. tu ne sai qualcosa Giulio Cavalli

  5. sentire il peso dell’impotenza in questo caso è ancor più devstante se si ha sensibilità

  6. La mafia mai ha colpito familiari di magistrati e mai ha avanzato minacce in tal senso. Ma le frontiere della mafia – si sa – si spostano sempre più avanti … quello del pericolo che corrono i figli diventerà sempre più un condizionamento potente e inevitabile. Umanamente inevitabile, scorta o non scorta. Falcone docet …

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