Dove vanno i buoni quando non sono in stazione?

085635719-7673187f-9df7-4cc6-80e2-27bfa8e1f8d4Sono rimasto incagliato in un paio di inchieste e ho avuto poco tempo per scrivere. Ma ci sono. E la notizia che mi porto in tasca di questi giorni è la grande (quasi ingestibile) solidarietà vista a Milano e Roma per aiutare i migranti arrivati in Italia. Cibo, pannolini, vestiti, giocattoli e accoglienza in tutte le sue forme. Sarà che il nostro giornalismo ha disimparato il vocabolario della tenerezza ma molti articoli che hanno raccontato questa rivoluzione gentile sembrano quasi cigolare d’imbarazzo, come se i sinonimi dell’umanità fossero stati chiusi a chiave convinti di non doverli mai più usare.

Ecco allora io mi chiedo: dove sono tutte queste meravigliose persone? Dove sono state? Chiuse in casa non credo, non avrebbero potuto sopportare il putridume diventato talk-show. Cosa pensano di questa muscolosità lessicale che ha conquistato tutti i “leader” politici? Perché tacciono di fronte a questo razzismo ignorante e proprio perché ignorante ancora più pericoloso? Come rispondono ai luoghi comuni che strisciano negli uffici, sull’autobus, tra la gente? Ma soprattutto: cosa votano?

Perché io sono sicuro che se ci fosse una forza politica che riuscisse a rappresentare quella bontà che abbiamo incrociato fuori dalle stazioni questo sarebbe un Paese migliore. Io voglio iscrivermi al movimento di quelli lì.

68 Commenti

  1. Promuovere la generosità. E muovere tutte le diplomazie per fermare tutte le guerre, per liberare l’umanità dalla fame, dalla guerra. Rendere effettivi i diritti umani ovunque: istruzione, , giustizia, sanità ovunque. E libertà di movimento per respirare a pieni polmoni uscire dalla cappa irrespirabile creata dalle flatulenze xenofobe.

  2. Sono volontaria dell’ unità mobile di un associazione di Milano che con il camper gira la notte ( io il mercoledì) a portare generi di prima necessità ai SFD e soprattutto a parlarci…non da oggi ma da 6 anni!e la Centrale l’ ho fatta per anni. Come dice Gaber libertà e’ partecipazione, non ci piace solo dire (ma non sono mai stata zitta di fronte a chi ho incontrato e mi ha detto ” che stiano a casa loro “…io sono stata in Africa decine di volte, magari prima di parlare conoscere sarebbe buona cosa!), ma mi piace dimostrare quel che penso con le azioni…ognuno per quello che può e per il proprio ambito d’ azione… Attorno a sé e’ così l’ inizio di un cambiamento. E non rinuncio a votare ( sarebbe come tagliarsi il belino per far dispetto alla moglie! ), cerco di scegliere chi porta avanti meglio i miei valori. Leggete ” solidarietà ” di Rodotà

  3. Questa non è bontà è solo umanità, capacità d’immedesimazione. Sono circa due anni che il Comune di Milano accoglie i profughi con il solo sostegno dei cittadini nella quasi totale indifferenza del media nazionali e delle Istituzioni. Se certi politicanti anziché girare per gli studi televisivi proponendo improbabili soluzioni di recassero in stazione e guardassero, per un’istante, una di queste persone negli occhi smetterebbero di giocare con le ruspe. Agire è nostro dovere!

  4. Sono ovunque… Troppo affaccendati per parlare in inutili talk show… E ai comportamenti razzisti e disumani di certi politici (sia nelle istituzioni che tra i comuni mortali) loro rispondono con le mani… ed il cuore…
    Serve un partito per far questo ? Io credo di no, soprattutto se l’umanità disinteressata non rientra tra i valori cardine dello stesso…

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