“E’ una sentenza politica!”

Disse l’ex presidente del consiglio (volutamente minuscolo) che si comprò dei senatori. Già. Che vergogna, eh. La Giustizia non si occupi di senatori e di presidenti del consiglio! Ma scherziamo?

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25 commenti su ““E’ una sentenza politica!””

  1. Da quando berlusconi è in politica la Magistrtura è entrata nell’occhio del ciclone. Si è parlato di sconfinamento in campi che non le competono, della divione dei poteri che risulta sbilanciata.Il nostro Stato al pari (o quasi di altri) regge sulla divisione dei tre poteri: Esecutivo (il governo) legislativo (il parlamento) giudiziario la magistratura. Se e, come stiaùmo assistendo da molti anni ormai, il potere legislativo viene svilito da quello esecutivo che emana Decreti legge per far passare leggi che possono anche essere di interesse comune, senza discuterne pienamente con parlamento (il Decreto Legge è costituzionalmente previsto), assistiamo allora ad un primo sbilanciamento. Se poi, parlamentari, spesso discussi e imposti dai parti, vengono indagati, il malaffare e la corruzione dilagano e il potere esecutivo non interviene con leggi per frenare queste violazioner ecco intervenire la magistratura (che per costituzione ha l’obbligo dell’azione penale). In ogni campo assistiamo oggi al vuoto di potere centrale e locale che si disinteressa della cosa pubblica. Così assistiamo agli interventi e decisioni dei giudici, per esempio sui problemi dell’inquinamento (vedi il caso Ilva). La magistratura (errori e sbagli parte) sopperisce alla mancata presenza degli altri due poteri dello Stato. E non è un caso che molte procure indaghino insieme (a parte per i reati di mafia e camorra) anche solo per la violazione della sicurezza sui luoghi di lavoro, luoghi ormai diventati cimiteri, o la salvaguardia della salute dei cittadini. A tutto questo il potere politico (esecutivo) risdpnde con la riforma della giustizia con una cecdità e cattiva coscienza che non si riscontra in altri stati europei. Voglio congludere con una frase che pronunciò il magistrato Pier Camillo Davigo (se non mi sbaglia) quando disse, dopo la fine di tangentopoli: “Non voglio assistere al suicidio di un’altra classe poli

  2. possibili spiegazioni: 1) credevo che Di Dregorio fosse nipote di Mubarak 2) avevo per le mani 3 milioni di euro e non sapevo proprio che cazzo farci 3) trovai appassionante la teoria politica di Di Gregorio e del suo movimento e volli finanziarlo 4) Di Gregorio era così brutto che mosso da umana pietà pensai di pagargli un intervento di chirurgia plastica.

  3. Se nel 2011 un certo partito (il Pd) anziché sottostare al giudizio arbitrario del Capo dello Stato si fosse opposto alla nomina di Mario Monti, oggi Silvio Berlusconi sarebbe un lontano ricordo e Matteo Renzi continuerebbe ad essere un problema solo dei fiorentini.
    Quattro anni fa Silvio Berlusconi era politicamente finito ma l’ex segretario Bersani ben pensò che tornare al voto fosse una cattiva idea.
    Avrebbero vinto troppo facilmente e con una maggioranza piena, non era per niente giusto.

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