La chiusura del Cocoricò e la differenza tra realisti e benpensanti

Condivido quanto ha scritto Deborah Dirani:

 Chiudere per 4 mesi il Cocoricò è un po’ come serrare le porte della stalla dopo che i buoi sono andati in gita. Pensare di risolvere, o quanto meno contenere, il problema di quelli che si sfondano di Ketamina o MDMA levandogli una discoteca è davvero come cercare di vincere una guerra armati di piumini da cipria. Eppure questa è l’unica soluzione che è venuta in mente a Roma dopo il clamore mediatico suscitato dalla morte di un ragazzetto che si era calato un pasta.

Come a dire che la colpa è del locale e di chi lo gestisce. Come se i gestori di un locale potessero veramente mettersi di traverso agli spacciatori, ai ragazzini che ti chiedono se vuoi spendere, intendendo se ti vuoi comperare una pillolina della felicità. Come se il problema di quelli che passano i loro week end a smascellare sudandosi l’anima fosse qualcosa di pratico e non di sociologico, o psicologico, se si preferisce.

Come se non esistessero alternative al sabato sera al Cocco, come se non esistessero altri posti in cui ballare con le sinapsi sconnesse e gli occhi pallati. Come se non esistessero i rave, le tribe, e quelli che la vita se la vogliono vivere col cervello a metà.

La realtà è che per i prossimi 16 week end non si venderà una sola pasta di meno a Riccione e in tutto il resto d’Italia, che il provvedimento applicato con urgenza dal Viminale non salverà neanche una vita. Perché la vita quando ti cali una pasta o ti piombi di Ketamina te la giochi sempre ed è solo questione di fortuna, o di consapevolezza, se all’alba del giorno dopo sei ancora qua a veder sorgere il sole.

31 Commenti

  1. tutto giusto….ma se prendo la pasticca altrove(come in questo caso), anzi le pasticche….cazzo ma nn gli bastava una???….e poi vado a morire al cocorico’ mi sembra che, almeno in questo caso, nn ci sia responsabilità del locale…..dopodichè sappiamo tutti del cocorico’, ma i tempi sono sbagliati….

  2. Cito il Fatto Quotidiano: “Nel fascicolo delle forze dell’ordine erano citati anche altri episodi del passato, tra risse, furti, spaccio e interventi del 118. E questo non è il primo anno, che il Cocoricò finisce nella bufera e con le porte sbarrate. Già nel 2013 la discoteca della riviera romagnola era stata chiusa per microcriminalità e spaccio di droga” . Cito il Corriere: “i militari della GF avrebbero accertato un’ingente evasione fiscale”. Quindi tutti i discorsi sulla legalità si vanno a far benedire solo perché Alfano sta adottando provvedimenti? Che delusione. Io ho un figlio di 16 anni, sì lo educo, ma mi aspetto legalità nei locali.

  3. Concordo pienamente col tuo pensiero che è anche il mio pensiero. Tuttavia è innegabile un certo “coinvolgimento” dei proprietari della discoteca (così come di tante e tante altre) nello smercio di tali sostanze e per questo trovo giusto che vi sia una pena… (Il coinvolgimento inoltre non penso che sia estraneo al profitto che ne deriva che sia esso diretto e indiretto)… Poi come dicevo, su questa ennesima messa in scena di quella che può essere definita “politica-spettacolo” (che è il tema di questo post) è giusto, come fai tu, puntualizzare che questa non possa e non debba considerarsi nè “una” nè “la’ soluzione….

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