Il senso della stampa per Civati

f5bfc44082f811e1ab011231381052c0_7 (1)Attenzione: lo scrivo cattivo. Un po’ perché non ho il tempo materiale per scriverlo complesso e un po’ perché basta poco per capirmi. Uno di quei pensieri che è già adulto appena è una sensazione.

Pippo Civati esce dal PD, mette in piedi un movimento che possiamo discutere per infiniti giorni ma che sicuramente non ha padri nobili (ahi quanto male hanno fatto i padri nobili!) e nemmeno padroni. Decide di fare dei referendum per mettere nero su bianco le decisioni politiche che non solo non ha condiviso ma che decide di combattere. I referendum sono qui. Un link semplice. A scriverlo ci ho messo una manciata di secondi il tempo di un copia e poi incolla.

Io me lo ricordo bene Pippo inseguito dai cronisti bavosi di Regione Lombardia e poi a Roma mentre cercavano l’articolo ostile di spalla messo nella pagina in cui si scrive del PD. Me li ricordo tutti e vi giuro che alcune volte non ho sopportato il feticismo giornalistico per il “contrario” a prescindere.

Bene. Pippo (avendo tutto da perdere) trova persone disposte a raccogliere firme per il referendum. D’estate. Piena estate. Agosto. Di questo anno così apolitico, anche.

Si può essere d’accordo o no ma tutti i servetti pronti a scrivere un editoriale sulla sua goccia di bava oggi non trovano la penna per scrivere di questa campagna referendaria. Nessuno. Se spara una battuta su Renzi allora sì. Per le iniziative politiche, per quelle, no.

La codardia uccide d’estate. Verrebbe da dire.

35 commenti su “Il senso della stampa per Civati”

  1. Ma anche “il senso di Civati per la stampa”.

    A voler pensar male, serviva proprio “un Civati a prescindere dal resto del mondo” per presentare ad minchiam i referendum e magari bruciarli in un rovinoso fallimento. Per quanto riguarda il comportamento dei “cronisti bavosi” non sono sorpreso ed anzi era e doveva essere previsto.

    1. Nitida dimostrazione di quel che si diceva: Cavalli criticava la disattenzione verso la politica a vantaggio unicamente del piccolo gossip rancoroso, e tu approfitti del post per mirare a Renzi (giusta o meno che sia la tua critica).

    2. Dire che la stampa è asservita è una cosa , e ti potrei pur dare ragione su questo , dire che è tutta di Renzi è un altra …. dirlo poi dopo una riflessione che constata come Civati avesse spazio solo quando criticava Renzi diventa una contraddizione e dimostra una forte opinione pregiudiziale.

  2. referendum e raccolta firme sono anche occasioni importanti di aggregazione, discussione…a vari livelli…contenuti e modalità organizzative.piacerebbe ragionare sul senso , quasi ovvio, ma comunque di questi referendum: quali risultati si aspettano . io non capisco perchè non proporli con gli altri raggruppamenti di sinistra nati in questi mesi, occasione comune appunto. e poi in verità agosto non è il momento migliore per raccogliere firme, quindi mi piacerebbe sapere perchè scegliere questo tempo: urgenza di tempi, quali tempi sono dettati da quali urgenze? perchè alcuni di questi referendum vorrei davvero che passassero e mi ricordo che la scrittura del testo di quello sull’acqua fu un’occasione importante. capisco la tua invettiva verso i cronisti e concordo, ma il punto per me è quello che ho provato a scrivere qui. e che a me preme. neanche su Fb tra le vari bacheche ho trovato elementi…poco e mi dispiace.

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