Elezioni: la differenza tra Renzi e Tsipras

E’ interessante la lettera che Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington italiano, scrive a Matteo Renzi:

Caro Presidente del Consiglio, leggendo di Tsipras, in queste ultime ore, ha provato qualcosa, una increspatura, un sobbalzo, un filo, anche solo un filo, di nostalgia? Nostalgia per quello che avrebbe potuto essere e non è stato?

Alexis Tsipras ha preso le decisioni che lei avrebbe potuto (e forse dovuto) prendere alcuni mesi fa. Sì, parlo di elezioni, di quelle che avrebbe dovuto (e potuto) chiedereappena eletto segretario del Pd, e che invece preferì dimenticare a favore di un passaggio di mano da nominato a nominato a Palazzo Chigi. E sì, lo so, è molto impopolare ricordargli di quelle elezioni mancate: a chi fin da allora le chiedeva di andare alle urne in rispetto del suo impegno con gli elettori, i suoi fan rispondevano con tracotanza, in giro per trasmissioni tv: “In sei mesi avrà fatto tante cose per questo paese che nessuno si ricorderà nemmeno più come è arrivato a Palazzo Chigi”.

Invece le elezioni – come dimostra la abilità con cui le manovra Alexis Tsipras – sono la migliore arma di rapporto con il popolo, e la loro efficacia sminuisce a strumenti vicari anche tv, web, twitter e tutti i media insieme. Cosi, oggi, sulla scorta di quel che è successo in Grecia, si potrebbe immaginare quanto diverso sarebbe stato il suo (e nostro) itinerario politico, e quanto più solido.

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41 Commenti

  1. Tsipras ha impegnato il suo governo contro la Germania e, adesso, è la Germania che deve farsi accettare dalle opinioni pubbliche europee e del mondo. I soldi e la potenza aiutano, ma non bastano, come giustamente ha scritto Annunziata. E adesso, ottenute comunque condizioni migliori dai creditori di quanto da questi non fossero state offerte due mesi fa, va alle elezioni. Renzi ha usato il governo come una clava contro la sinistra e il suo ruolo in Europa, a partire dal semestre europeo, è stayo scialbo e subalterno alla Germania. Insomma fra Tsipras e Renzi c’è la stessa differenza che c’è fra uno statista e un farloccone, o se volete fra un leader di sinistra e un farloccone di…. (scusate non mi viene la parola, perché lui governa anche grazie al mio voto, avendone rovesciato il programma)

    1. CarissimoMartucci ti faccio presente che io vengo dalla FGC e dal pci dai lontani anni70 x questo non faccio parte di quel 5% che allude lei.Sono stato sempre impegnato in politica e nel sindacato(cgil) finché la salute mi ha permesso di farlo Non ho più tessere perché non mi riconosco in questa sinistra capace solo di distruggere(vedi liguria)x non portare altri esempi.non sono x Renzi ma gli riconosco il merito di averci provato,potrà sempre dire ho provato non ci sono riuscito ma gli oppositori del suo partito cosa possono dire.mi sembra che al congresso del pd fra Cuperlo scivati hanno preso poco più del 20%ci sarà.un motivo. Tutti gli altri partiti a sinistra del pd non arrivano al 5%.ci sarà da meditare perché la gente non ci vota più .Andiamo a votare con quale legge e dopo?

  2. Giulio con tutta la stima che ho per te il ricorso alle urne, oltre a costare, avrebbe portato voti ai grullofascioleghisti : pensa la potenza di comunicazione che hanno con il gruppo l’espresso, lo sfascio quotidiano, La7. Mentre qui saremmo stati discutere con gente con una smisurata opinione di se stessi ammalati di postbertinottismo. A proposito come si dice Varoufakis in italiano ? Bertinotti.

  3. Beh a dirla tutta bisogna partire dalla nomina di Monti fatta da Napolitano che avrebbe dovuto invece indire le elezioni allora … nel 2011.
    Ricordiamo infatti che è compito del Presidente della Repubblica e non del segretario di partito quello di sciogliere le camere.
    Caro ex presidente Napolitano hai TOPPATO.

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