Ignazio Cutrò, il testimone di giustizia fallito per colpa dello Stato, mica per la mafia.

dsc_58941-300x225Il Servizio Centrale di Protezione alcuni mesi fa ha proposto una modifica di legge che permetterebbe ai testimoni di giustizia che decidono di non “scappare” in località protetta di continuare a vivere nel proprio luogo di origine, sostenuti alle stesse condizioni degli altri. “Sarebbe un segnale fortissimo” ci dice Ignazio Cutrò, che oltre che testimone di giustizia è anche presidente dell’associazione che li rappresenta. “E invece io sono alla fame e i miei figli hanno dovuto interrompere gli studi”. Altro che lotta alla mafia.

Ne ho scritto qui.

7 Commenti

  1. uno Stato che si avvale di collavoratori di giustizia e poi li abbandona a loro stessi, con tutti i problemi che ne conseguono scoraggia di certo altri ad intraprendere una strada così nobile che però rovina la vita tua e dei tuoi familiari!

    Segnalo anche il caso Gianfranco Franciosi ben descritto nel libro
    “Gli orologi del diavolo: Infiltrato tra i narcos, tradito dallo Stato ” (Gianfranco Franciosi con il giornalista Federico Ruffo di Presadiretta) e qui

    https://www.youtube.com/watch?v=XT6EHgaokmk

  2. uno Stato che si avvale di collavoratori di giustizia e poi li abbandona a loro stessi, con tutti i problemi che ne conseguono scoraggia di certo altri ad intraprendere una strada così nobile che però rovina la vita tua e dei tuoi familiari!

    Segnalo anche il caso Gianfranco Franciosi ben descritto nel libro
    “Gli orologi del diavolo: Infiltrato tra i narcos, tradito dallo Stato ” (Gianfranco Franciosi con il giornalista Federico Ruffo di Presadiretta) e qui
    https://www.youtube.com/watch?v=XT6EHgaokmk

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