I vigliacchi che non parlano (pubblicamente) di Nino Di Matteo

Tutti quelli che stanno zitti ci dicano, ci spieghino e ci insegnino che Di Matteo si minaccia da solo, che si costruisce pentiti per la carriera (che però, guarda un po’, nemmeno quella riesce a fare) e che le minacce sono false o non pericolose. Ma non se lo dicano nei bisbiglii davanti al caffè o nei messaggini ridanciani: ce lo dicano in faccia, ne facciano un editoriale e ci mettano la firma.

Se dovesse succedere qualcosa, qualsiasi cosa, comunque vada a finire questa storia almeno rimarranno i nomi e i cognomi, insieme a quest’altra brodaglia di codardi.

Il mio articolo (e le mie domande) sono qui.

13 Risposte a “I vigliacchi che non parlano (pubblicamente) di Nino Di Matteo”

  1. Incominciamo a fare sit – in a Roma e rendiamo pubbliche queste notizie noi, a tutti i cittadini d’Italia e all’Estero, perché oggi NOI SAPPIAMO E NON POSSIAMO E NON DOBBIAMO PERMETTERE ALTRE STRAGI DI STATO!!!

  2. Perché mi sembra una storia già vissuta in Italia ? Quando fu del primo tentativo di attentato a Falcone, addirittura dissero che le bombe nella villa di Mondello se le mise da solo. E lo lasciarono solo…

  3. l’avviso che era arrivato il tritolo fu dato anche a Borsellino. Niente non imparano mai. Li vogliono eroi solo post mortem :-(

  4. Occorre organizzare una manifestazione nazionale, un concerto per Nino per abbracciarlo e dire forte che noi ci siamo!!!! Con Camilleri, Fo, Fedez , Erri e tutti coloro che vogliono gridare e stringersi forte intorno a lui e gridare #NoiSiamoconNinoDiMatteo! #lamafiaèunamontagnadimerda. Chi è omertoso è mafioso! È contro lo Stato: è contro tutti noi!!! #IoStoconNino!

  5. Quali motivazioni possono giustificare questo silenzio colpevole, questo silenzio che isola, che irride, che rinnega? Quali considerazioni di equidistanza possono valere di fronte a questi piani di morte? Noi che siamo diventati orfani di verità con la morte di Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Livatino, Impastato, Costa, Chinnici, Cassarà, Montana, Fava, Alfano e gli innumerevoli onesti, eroi soli di uno stato che non li merita, noi sappiamo che questi silenzi ostinati sono un segnale, uno schierarsi. Allora noi Agende Rosse, ci schieriamo dall’altra parte, dalla parte della denuncia a voce alta, dalla parte della vicinanza, dalla parte della solidarietà e dell’indignazione a ricordare la terribile responsabilità di chi tace.

  6. Giovanni Laganà dice: Rispondi

    Bisogna che qualcuno si faccia promotore di una manifestazione nazionale pro Nino Di Matteo.

  7. sono convinto che uno Stato “serio” saprebbe bene come operare

  8. Leggi http://gioacchinobasile.it/ ed avrai un’altra storia e verità. Se sei ,come dicono,un testimone di verità conoscere Gioacchino Basile e la sua storia non sarebbe sbagliato, anzi sarebbe sconcertante. Spero che tu sia all’altezza della tua fama…altrimenti ho solo perso tempo. Ciao e buona fortuna

  9. In riferimento alla sua protezione e al tritolo che si trova ancora a Palermo e non si trova lui risponde così: “Ho pudore a parlarne, purtroppo ho una brutta sensazione, ma amo il mio lavoro e lo vivo con enorme passione…………..Non si può rimanere indifferenti a queste parole!

    1. Hai ragione Luisa, mettono tanta ansia e angoscia solo a leggerle… è tutto così assurdo.

    2. l’unica cosa che possiamo fare è condividere il più possibile queste notizie……..è un modo “ingenuo” per fargli sentire che siamo con lui e nel contempo sperare che lo stato non trascuri nulla per la sua protezione

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