Se si rompe il giochino delle primarie a Milano

Quando ne avevo scritto su Left qualcuno dei presunti dirigenti lombardi aveva anche bofonchiato. Evidentemente ci sarebbe da fare qualche telefonata in più nell’asse Milano-Roma poiché la voce che circola proprio oggi tra i corridoi del Parlamento è ancora più netta della previsione fatta: il giochino delle primarie a Milano si è rotto, in molti a sinistra hanno capito da un pezzo che l’esperienza Pisapia non è ripetibile è percorribile senza Giuliano e in più i “nomi civici” che avrebbero dovuto risolvere il problema non scaldano il cuore proprio a nessuno.

A sinistra si stanno già organizzando e le idee sono chiare. Rimane l’interrogativo SEL ma anche tra i vendoliani romani sotto voce molti dicono che non si potrà fare finta di andare d’accordo con il PD a Milano. “Molti dei nostri non lo capirebbero, senza Giuliano”, dicono.

Chissà se sorridono ancora. Lassù.

2 Risposte a “Se si rompe il giochino delle primarie a Milano”

  1. Se si candidasse Civati lo voterei con entusiasmo, lo stesso entusiasmo con cui votai Pisapia. Ma mi chiedo anche: perché in questa ricostruzione della sinistra non c’è una donna?
    Non è una sterile domanda femminista, ma uno spunto di riflessione.

  2. Dopo il disastro di Veneto e Liguria, a Milano il PD o non farà le primarie o saranno di “pura facciata”. Probabilmente, seguendo l’onda, verrà scelta una figura che andrà bene ai renzini e a berlusconi, che comunque checchè se ne dica a Milano ha ancora un grosso peso. E quindi probabilmente confluiranno su Sala con magari qualche delega importante al fantoccio Fiano.
    Civati potrebbe candidarsi, dirigendo verso di lui quei, pochi, del PD che hanno ancora qualche briciolo di dignità. Lo farà ?

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.