A che punto sono le primarie a Milano

Sempre meglio. O peggio, si potrebbe dire. Ne scrive Marina Terragni:

milano_ventoLo stato di salute della coalizione è pessimo.

I civici di sinistra divisi e delusi: la promessa di partecipazione è stata tradita.

Prc si è già chiamata fuori.

Sel continua a cambiare idea sull’eventuale candidatura di Giuseppe Sala, commissario di Expo: dal “parliamone” al “no” nel giro di una settimana.

Pippo Civati, fondatore di Possibile, ha parlato senza mezzi termini di fine del modello Milano. E il sindaco Pisapia lo ha ricambiato con un sostanziale “tu non esisti”.

E’ il Pd a tenere saldamente il mazzo, dettando modi e tempi, lo sguardo puntato sul business miliardario palazzinaro del dopo Expo, vero punto programmatico: il nuovo sindaco di Milano non potrà non dirsi renziano.

Non che a Milano manchino possibili ottimi candidati civici, come Ferruccio De Bortoli, molto inviso a Renzi –che l’ha già bocciato come presidente Rai- per le sue ferme prese di posizione. Perfino piddini renziani come Stefano Boeri sostengono che “non ci sono le condizioni” per candidarsi.

(Il resto è qui)

6 Commenti

  1. io mi auguro e spero che si crei un fronte anti-PD (non dovrebbe essere difficile) della sinistra tutta, e che si facciano le primarie a sinistra (quella vera).
    Un confronto sano e alla luce del sole per il quale non esisteranno giacche tirate dal PD o dal Centrodestra.

  2. Giuseppe

    E’ una pessima battuta quella di Pisapia su Civati. Fino ad un certo momento pare che certa gente sia rispettabile e politicamente preparata e condivisibile ; poi basta un episodio, anche apparentemente insignificante come una battuta , a rivelare fino in fondo la loro natura e la loro qualità.

  3. Giuseppe

    Pessima battuta quella di Pisapia su Civati. Fino ad un certo momento pare che certa gente sia rispettabile e politicamente preparata e condivisibile ; poi basta un episodio, anche apparentemente insignificante come una battuta , a rivelare fino in fondo la loro natura e la loro qualità.

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