A proposito di ISIS, musica e teatro e cultura.

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Era successo con Khaled al Assad, il rinomato archeologo barbaramente ucciso. Era successo anche con la sparatoria al Museo del Bardo a Tunisi. E poi al Bataclan, la “sala da spettacolo” che è al centro della cronaca di queste ore. Il terrorismo teme la bellezza, il terrorismo ha bisogno di una massa stolida che non sia capace di elaborare soluzioni, alternativa, in una parola sola: cultura.

E chissà se davvero non succederà anche che ci renderemo conto di quanto passi anche da lì, da una concezione di passatempo “etico” oltre che spassoso, dal ruolo così importante delle parole recitate, cantate o scritte. Mi dico: chissà se ci riusciremo anche noi, oltre che loro, a capire quanto sia potente la cultura.

9 Commenti

  1. Sulla potenza della cultura condivido pienamente le tue riflessioni. Sull’uso (ancora) del termine “Terrorismo” forse occorrerebbe ragionarci su. Bisognerebbe definire cosa si intende per Terrorismo su scala internazionale e capire se quel che sta accadendo, da entrambe le parti, corrisponde a quel significato. Una cura presuppone sempre una precisa diagnosi della patologia …

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