49 Risposte a “Quella brutta risposta de Il Manifesto”

  1. Mi pare che le critiche al “manifesto” in questo caso nascano dalla perdita del senso di cosa significhi essere di sinistra. Una polemica astiosa degna di Belpietro o Sallustri.

  2. Mauro Mergoni dice: Rispondi

    Mi pare che le critiche al “manifesto” in questo caso nascano dalla perdita del senso di cosa significhi essere di sinistra. Una polemica astiosa degna di Belpietro o Sallustri.

  3. masetti pietro dice: Rispondi

    la stima si conquista anche lavorando gratis quelli come me sono 40 anni che lo fanno e non si vergognano anzi diffidano da chi fa cultura mettendo al primo posto il dio danaro.

  4. Cari compagni, se non pagate chiudete. Punto. Non ve lo auguro,a siccome nessuno vi obbliga a scrivere per un giornale che la gente non compra, farete i giornalisti da qualche altra parte oppur vedremo quanto durerà “il piacere di scrivere e raccontare”. Dasvidania.

  5. Non ci consciamo personalmente, ma mi permetto di intervenire. Ho collaborato con assiduità a il manifesto dall’agosto 2011 fino al dicembre 2015 e, devo dire, apprezzo l’onestà con cui la testata riconosce che paga “poco e tardi”. Manca il complemento oggetto: i collaboratori abituali che rientrano nella categoria dei giornalisti precari. 30 o 50 euro a pezzo, generalmentre a tre mesi, a volte anche a sei, purtroppo. Non se ne sono mai vantati, anzi se ne sono sempre pubblicamente dispiaciuti. L’ho sempre accettato perchè i soldi alla fine sono sempre arrivati e perchè so che i giornalisti della cooperativa ricevono anche loro un magro stipendio, e spesso con ritardo. Chi invece non viene pagato appartiene a un’altra categoria: i docenti, studiosi, scrittori, deputati, sindacalisti, magistrati, avvocati ecc che, per militanza, mandano articoli al manifesto. Loro sono quelli a cui si riferisce quella risposta, nella parte in cui parla di chi “scrive per piacere”. Grazie per l’attenzione, e mi scuso per l’intromissione.

  6. egregio dott. Giulio Cavalli, La leggo spesso e spesso mi trova d’accordo, questa volta non riesco a capire tutta questa polemica, non capisco Lei e tanti altri, che ho notato molto prevenuti e incapaci di spiegare il perche’ degli insulti, a osa mirate e cosa volete dimostrare. Il Manifesto ha spiegato, ese non è vero, bisognerebbe dimostrare il contrario, che ha sempre pubblicato gli articoli di Giulio, e come è successo in passato, e non solo per il Manfesto, la stampa politica di sinistra ha avuto continue difficolta economiche che solo con il sostegno dei lettori e la passione politica di tanti giornalisti hanno potuto continuare ad informarci. Sono uno che tutte le piccole cose che ha fatto nella sua vita, tranne il lavoro, non mai avuto un riscontro economico se non al contrario, cioe’ ci ho rimesso. Lei molto probalmente vive scrivendo, e non cocepisce chi possa farlo per pura passione, ma questo non le permette di dire male degli altri, senza spiegare il motivo, rimandando alla pagina del manifesto dove vi sono decine di gratuiti insulti al gionale come a dire li condivido. Se è veramente cosi’ mi ha deluso. un buona notte.

  7. In cosa sia brutta la risposta de il Manifesto è davvero complicato da capire…

  8. Il dramma che pensa di aver detto una cosa saggia e profonda

  9. Giulio quanto ti paga Facebook per pubblicare sul suo sito? Eppure pubblichi per Facebook e chi ti critica per questo? Forse solo io, ma è anche l’unico modo per restare in contatto… Spesso i mezzi di comunicazione sono solo megafoni del proprio ego

    1. No, non sono d’accordo. I pezzi che condivido su fb sono regolarmente pagati dalle testate giornalistiche per cui scrivo.

      1. giovanna cicala dice: Rispondi

        Grazie! sono d’accordo con te. una volta di più. e’ un modo di porsi ricorrente in università e ben culturali

  10. Caduta di stile incontestabile anche se quello che scrive Elena Caiani continua secondo me a essere vero per adesso…

  11. Estrapolare una frase non mi convince

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