Beato quel Paese in cui i direttori pubblici lavorano troppo

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Lo dice anche la Camusso: a Caserta i sindacati hanno preso una cantonata. Criticare il direttore Mauro Felicori di “lavorare troppo” è un boomerang contro tutti coloro che lavorano nel settore pubblico, soprattutto nell’arte, che si ritrovano spesso a fronteggiare i pregiudizi di chi crede che siano dei nullafacenti dorati. Perché l’idea di un Paese in cui tutti abbiano il diritto di lavorare e in cui molti hanno la voglia di spendersi più del proprio compitino non mi sembra così malaccio, sinceramente.

12 Risposte a “Beato quel Paese in cui i direttori pubblici lavorano troppo”

  1. È la Camusso ad aver preso una cantonata. Almeno avesse letto la lettera dei sindacati.

  2. Leggendo la lettera dei sindacati, beh, le cose mi sembrano essere ben diverse da come li hanno “pittati” i media. http://napoli.fanpage.it/reggia-di-caserta-cosa-dice-davvero-la-lettera-dei-sindacati-sul-direttore-stakanovista/

  3. Molto rumore per nulla, leggiamo bene le notizie prima di commentarle, se no bon, facciamo la grancassa di renzi e basta…

  4. Beato è un paese nel quale le notizie sono date in modo onesto, e valutate nella loro fondatezza prima di diffonderle.

  5. Anche al supermercato stamattina, i ragazzi che riempivano gli scaffali, si lamentavano della gente che c’era. Troppo casino. Se non c’è lavoro si lamentano, se l’hanno, si lamentano. La pappa pronta, non esiste. Almeno, per i comuni mortali.

    1. La mamma sempre la mamma che paga la ve stira.

  6. Il problema è che molti non fanno neanche il loro striminzito compitino. ..

  7. …..spero in un interessamento anche per la Reggia di Carditello

  8. Beato sarebbe il Paese in cui una notizia (banale) come questa non avesse bisogno di essere rimbalzata come una pallina da ping pong in attesa di vedere chi fa il punto.

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