Beato quel Paese in cui i direttori pubblici lavorano troppo

lavoraretroppo

Lo dice anche la Camusso: a Caserta i sindacati hanno preso una cantonata. Criticare il direttore Mauro Felicori di “lavorare troppo” è un boomerang contro tutti coloro che lavorano nel settore pubblico, soprattutto nell’arte, che si ritrovano spesso a fronteggiare i pregiudizi di chi crede che siano dei nullafacenti dorati. Perché l’idea di un Paese in cui tutti abbiano il diritto di lavorare e in cui molti hanno la voglia di spendersi più del proprio compitino non mi sembra così malaccio, sinceramente.

12 commenti su “Beato quel Paese in cui i direttori pubblici lavorano troppo”

  1. Anche al supermercato stamattina, i ragazzi che riempivano gli scaffali, si lamentavano della gente che c’era. Troppo casino. Se non c’è lavoro si lamentano, se l’hanno, si lamentano. La pappa pronta, non esiste. Almeno, per i comuni mortali.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.