Aborto: l’Europa ci riporta sulla terra

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Il diritto delle donne ad abortire in Italia non è completamente garantito e i medici non obiettori sono discriminati. Il Consiglio d’Europa ha accolto un ricorso della Cgil per la mancata applicazione della norma che tutela la possibilità di interrompere la gravidanza. Per l’organizzazione europea le donne nel nostro Paese continuano a incontrare “notevoli difficoltà” nell’accesso ai servizi, nonostante quanto previsto dalla Legge 194. Per il Consiglio d’Europa inoltre, l’Italia discrimina medici e personale medico che non hanno optato per l’obiezione di coscienza. E sostiene che questi sanitari sono vittime di “diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti”. E’ la seconda volta che il comitato arriva alla conclusione che l’Italia non sta rispettando quanto stabilito dalla Legge 194.

A rendere problematico l’accesso all’aborto per le donne, secondoStrasburgo, sono tra l’altro una diminuzionesul territorio nazionale del numero di strutture dove si può abortire e la mancata sostituzionedel personale medico che garantisce il servizio quando un operatore è malato, in vacanza o va in pensione. A individuare i problemi è stato il comitato europeo per i diritti sociali del Consiglio d’Europa. Il comitato ha rilevato che le strutture sanitarie “non hanno ancora adottato le misure necessarie per rimediare alle carenze nel servizio causate dal personale che invoca il diritto all’obiezione di coscienza, o hanno adottato misure inadeguate”.

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11 Risposte a “Aborto: l’Europa ci riporta sulla terra”

  1. Per la Giannini questo dato viene estrapolato da una statistica vecchia, mi chiedo il perché? quale personale di competenza è preposto ad aggiornare o riferire i nostri dati attuali al Parlamento Europeo? forse è lo stesso team del Ministero della Salute, lo stesso che ha riferito i dati riguardanti la tabella nutrizionale e il Consiglio Europeo ha bocciato? Ma a quanto pare per la Ministra Giannini intervistata in TV, rimangono dei dati statistici obsoleti non aggiornati…….c’amarezza accorgersi che dopo 26 anni nulla è cambiato niente è migliorato…

  2. Le battaglie degli anni Settanta fatte dalle donne ( e non solo) si stanno vanificando. E’ pericoloso quando la storia fa passi indietro. Bisogna reagire.

  3. Quello che non capisco è perché un medico obiettore debba state in un servizio pubblico: se ha una coscienza così sensibile da rifiutare di fare una cosa prevista per legge, che vada a lavorare nel privato, perché lo dobbiamo pagare tutti noi cittadini?

    1. ma come fa a fare il medico, mi chiedo io!!! la verità è che non si tratta di un problema di coscienza, si tratta di un lavaggio di cervello fatto ad hoc da CL o peggio ancora, molti sono obiettori perche così hanno un posto di lavoro assicurato. Mi fanno davvero una tristezza infinita….scrivo dalla Lombardia, nota regione dalla sanità ciellizzata.

    2. Mah, a me fanno più che altro schifo, la maggior parte lo fa per opportunismo

  4. Finalmente qualcosa si muove,va bene il diritto ad essere obiettori,ma gli ospedali pubblici dovevano garantire il servizio,così non è, in molti ospedali vengono penalizzati i medici non obiettori per i quali in alcuni casi viene preclusa la carriera… :(

  5. oltretutto molti di questi obiettori, praticano l’aborto nei loro ambulatori privati, a lauto pagamento!

    1. eh si, sono obiettori nello stato perchè la dirigenza cl assicura loro il posto di lavoro. diciamo le cose come stanno!!!

  6. I medici obiettori andrebbero condannati in quanto contravvengono ad una legge dello Stato Italiano

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