Un’Italia sempre uguale

Norberto_Bobbio

Disse Norberto Bobbio sul 25 aprile del 1961:

«Il messaggio che ci hanno lasciato i caduti in quei bellissimi documenti che sono le lettere dei condannati a morte della Resistenza, era un messaggio di fede in una riforma della società nella libertà, nella dignità, nella giustizia, nell’odio per i soprusi, nell’amore dei poveri e degli oppressi. Che cosa ne abbiamo fatto di questo messaggio? Abbiamo davanti a noi un’Italia senza fede, incredula, come sempre, in cui dilaga la corruzione, la sfiducia negli ideali, la rassegnazione di fronte al fatto compiuto, la furberia e lo spirito di sopraffazione del più forte sul più debole. Non sono morti per questo coloro che oggi commemoriamo».

Ecco. Fate voi.


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12 Commenti

  1. SÌ, Nicoletta,proprio l’essere persone assolutamente normali li ha resi grandi uomini e grandi donne,come la mia sventurata nonna.Io non sono credente e penso che sopravvivano solo nei nostri ricordi e nei nostri ideali.Ma se davvero,da qualche luogo remoto, potessero vedere lo scempio che viene fatto dei loro valori e la strumentalizzazione del loro sacrificio,sarebbero incazzati neri e pronti a tornare ad imbracciare il fucile.

  2. Eppure sono convinto che quei grandi uomini, “di una volta”, erano noi. Siamo noi, oggi, che non ci siamo più. Siamo i grandi assenti di ciò che, il più delle volte, immaginiamo leggendo solo i titoli, siamo lo spazio vuoto dove si infila chi critichiamo, senza sapere se saremmo in grado di essere migliori.
    Non rimpiango il passato, piango il presente.

  3. sentite leggere alcune venerdi’ sera a Cesate,e non e’ assolutamente vero che sono grandi uomini che non esistono piu’,erano persone normali che hanno fatto una scelta, a noi non viene chiesto di sacrificare la vita ma di stare dalla parte giusta nei piccoli gesti quotidiani, a quel punto quello che fanno quelli sopra di noi ci tocca ma solo in parte

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