Cosa ci insegnano le elezioni austriache

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Un’analisi condivisibile di Giordano Masini:

«Ma è l’esistenza stessa di una Große Koalition a esaurire le alternative elettorali, e a costringere gli elettori a orientarsi, per esprimere un malcontento che può essere anche fisiologico e razionale, verso opzioni populiste e antisistema. E infatti il processo di erosione della coalizione dei popolari e socialdemocratici era già in corso da anni, l’emergenza migranti non ha fatto che accelerarla facendo esplodere i consensi del FPÖ di Heinz-Christian Strache e del candidato alla presidenza Norbert Hofer, che del suo partito incarna l’immagine più rassicurante e colta, ma i numeri di Van der Bellen (Verdi) e dell’indipendente Irmgrad Griss (sostenuta anche dai liberali di Neos) che si contendono un posto al ballottaggio rende la misura di come gli austriaci stiano cercando non tanto e non solo di difendere il Brennero dall’assalto dei profughi, quanto di trovare alternative al governo in carica e di esprimere un deciso malcontento verso di esso.

Oggi i partiti che governano l’Austria insieme superano di poco il 20% dei voti, nessuno di loro andrà al ballottaggio, e più di un elettore su tre ha votato il candidato dell’estrema destra. In mezzo, due candidati che hanno saputo raccogliere quasi il 20% circa dei consensi ciascuno, mentre l’Austria sia avvia verso un ballottaggio surreale, tra un candidato verde e uno ultranazionalista dai tratti smaccatamente xenofobi. Se qualcuno vede ancora il modello del Partito della Nazione come argine ai populismi di destra e di sinistra, dovrebbe guardare all’Austria come il banco di prova di un clamoroso e allarmante fallimento.»

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3 Risposte a “Cosa ci insegnano le elezioni austriache”

  1. Non credo sia paragonabile. L’Austria è uno di quei paesi che è stato-per ragioni storiche – con il culo abbastanza coperto e al caldo negli ultimi 70 anni…Questo ha determinato un’opinione pubblica paradossalmente fragile dal punto di vista del sistema nervoso.Diametralmente opposta , direi realista-che non sempre significa di destra -è l’idea di chi appoggia Renzi, lo fa sostanzialmente per paura.L’articolo parte da un assunto assolutamente infondato: descrive il partito della nazione come esso stesso causa dell’estremizzazione del voto in Italia, dimenticando un piccolo dettaglio :chi cazzo mandiamo al governo capace di durare quattro anni se Renzi cade? Quando vedrò una coalizione più a sinistra di Renzi essere in grado di vincere le elezioni e governare , la voterò senz’altro ma per il momento vista l’incertezza politica che c’è in giro non ho nessuna intenzione di tentare la sorte e risvegliarmi in Spagna, per dire.

  2. Forse che l’umanità non conserva la capacità del ricordare..forse

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