«si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria»

415MfaJlBWL._SX306_BO1,204,203,200_“A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall’ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria.”
(Cesare Pavese, La bella estate, Einaudi)


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4 Risposte a “«si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria»”

  1. E’ urgente ritrovare Pavese !

  2. e’ un libro che ho letto qualche decennio fa e che non ricordavo, dovrei rileggerlo con un’esperienza diversa

  3. Ecco,all’improvviso,in mezzo alla pioggia,mi ricordo di aver letto questo bel libro.Grazie.

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