Dieci bugie sul referendum

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Le ha smascherate Alessandro Gilioli su suo blog:

1. «Al referendum si vota per abolire il Senato».
Falso. Il Senato, seppur ridotto di poteri e per numero di senatori, continuerà a esistere, nello stesso Palazzo in cui si trova. Sembra ovvio, ma solo pochi giorni fa una tivù nazionale ha mostrato un cartello secondo il quale si sarebbe votato «per abolire il Senato». Lo stesso Renzi oggi a Firenze ha detto testualmente che «non esisteranno più i senatori», un’evidente falsità.

2. «Con la riforma si faranno le leggi più in fretta».
Falso. A parte le materie in cui il Senato mantiene funzione legislativa paritaria (“leggi bicamerali”), negli altri casi il Senato può proporre modifiche per una seconda lettura alla Camera e in molti casi la Camera, per approvare le leggi senza conformarsi al parere del Senato, deve poi riapprovarle a maggioranza assoluta dei suoi componenti (non basta quella dei presenti in aula). In tutto, sono una decina le diverse modalità possibili di approvazione di una legge. Il che porterà non solo a una serie di rimpalli, ma soprattutto a conflitti sulla tipologia a cui appartiene una proposta di  legge, quindi sul suo iter.

3. «Il nuovo Senato abbatterà i costi della politica».
Parzialmente falso e di sicuro molto esagerato. I risparmi consistono nel fatto che i nuovi senatori (in quanto consiglieri regionali o sindaci) non saranno pagati per le loro funzioni senatoriali, ma avranno comunque le spese di trasferta a Roma dalle Regioni di provenienza e probabili forme di rimborso. Il personale di palazzo Madama che non resterà al Senato verrà trasferito. Si calcola ottimisticamente che il risparmio sulle spese oggi a carico di Palazzo Madama sarà di circa il 20 per cento rispetto alle spese attuali. Una riforma che avesse avuto come obiettivo il risparmio sui costi della politica avrebbe potuto dimezzare il numero complessivo dei parlamentari (315 deputati e 150 senatori, totale 450) ottenendo risparmi molto maggiori. Con questa riforma i parlamentari stipendiati restano infatti 630 (i deputati), più i rimborsi e le trasferte a Roma dei 100 senatori.

4. «Il nuovo Senato non sbilancia i contrappesi democratici».
Falso, se combinato con l’Italicum. La legge elettorale per la Camera (Italicum) assegna al partito vincente e al suo leader il controllo di 340 seggi. Data l’assenza di un’altra Camera con funzioni legislative altrettanto forti, ne consegue un accentramento di potere nelle mani dell’esecutivo e del premier. Inoltre nelle elezioni in seduta comune con i senatori (ad esempio per la scelta del Presidente della Repubblica e dei membri non togati del Csm) questo meccanismo consegna al premier un potere molto maggiore. La possibilità che il Quirinale diventi un’espressione più diretta della sola maggioranza rende a sua volta maggiori i poteri del premier anche nell’elezione dei giudici della Consulta: la maggioranza di governo ne esprimerebbe direttamente 3 (tramite la Camera) e altri 5 attraverso il Presidente della Repubblica (se questi fosse espressione della sola maggioranza), più altri 2 se la maggioranza al Senato è la stessa che c’è alla Camera. Quindi su 15 giudici della Consulta un numero tra 8 e 10 (su 15) rischia di essere scelto direttamente o indirettamente dalla maggioranza di governo.

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34 Commenti

    1. Per far passare una legge, oltre alla volontà politica, ci vuole una maggioranza politica. Berlusconi (all’inizio del suo governo) e Monti avevano una larga maggioranza sia alla camera che al senato (Monti larghissima perché era un governo tecnico di grande coalizione). Renzi no. Con l’avvento del M5S, la frammentazione sia del centrodestra che del centrosinistra e una legge elettorale (quella vecchia, perché senza riforme salta anche l’Italicum) assurda, il rischio di ingovernabilità è qualcosa di più di un rischio.

    2. Fabrizio Isidori. Praticamente da come scrive lei il problema è l’arrivo del M5S? Secondo me il problema è che le porcate le hanno sempre fatte alla veloce destra e sinistra. Ci chiede un paese democratico (….) come l’Italia? Intende nel senso di un altro paese con ladri e delinquenti e incapaci in parlamento? Be credo che non c’è ne siano neanche in Burundi (con rispetto al Burundi). Forse è sopratutto per questo che ci vuole ancora il bicameralismo. Lei si fa abbindolare con la scusa della velocità ma a volte chi va piano va sano e va lontano.

    1. meglio delinquenti a piede e soprattutto mani libere di arraffare ?.. :-) .. che qualcuno ci fulmini, almeno abbiamo un segno divino della nostra ignoranza … e magari qualcuno comincia a pensare anzichè ad aprire solo la bocca per dare aria ai denti ..

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