Le parole (illuminanti) di De Siervo sul referendum

Prendetevi qualche minuto per ascoltare il giurista Ugo De Siervo. E fatelo ascoltare.

 


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6 Commenti

  1. Tempo fa guardavo “American dream”, un documentario in cui Noam Chomsky analizzava lo stato della democrazia negli USA. Vi prego di scusarmi se non riesco ad essere sintetico. Nello spiegare come fosse un disegno ben preciso dei padri costituenti quello di proteggere l’elite facoltosa dai rischi di una spinta dal basso del ceto meno abbiente, pur continuando a credere fermamente nella democrazia come forma di governo, viene raccontato come lo strumento di tal fine diventò il Senato, organo che venne dotato di forti poteri e – soprattutto – reso non elettivo. Ora, per quanto ci riguarda, la poco chiara definizione dello scopo funzionale del senato nella proposta di modifica attuale, rendendo certa unicamente la sua ineleggibilità, mi insospettisce. Sicuramente non rispetta il proposito iniziale di eliminarlo completamente. Sembrano piccoli movimenti di una strategia cocciuta e maldestra, ma molto prepotente. Il repentino consolidamento di una classe nazionale ed europea estremamente facoltosa, il vertiginoso divario con la base popolare unitamente ai continui tentativi di indebolire gli strumenti di equilibrio sociale non fa che aumentare l’allarme.

  2. Insomma, da qualunque parte si vuole guardare la costituzione è un fallimento, così com’è è freno alle riforme, se la si modifica si finisce per snaturare la sua impostazione democratica, forse la cosa giusta sarebbe un oligarchia con preventiva formazione dei candidati politici con predisposizione all’onesta’…..
    Ma qui entriamo nel campo di Isaac Asimov.

  3. Alessandro

    Bisogna cambiare in meglio e non peggiorare con revisioni oggettivamente raffazzonate stile “dalla padella nella brace”; questi interessatissimi sostenitori del Referenzum vogliono solo consegnare l’Italia a “nuove” arroganti oligarchie in cerca del loro ventennio di “democratura” priva di garanzie Costituzionali…

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