L’autoriciclaggio dei politici. E la lezione di Chiara.

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Capisci che la fine della legislatura è ormai segnata dai nasi iperattivi dei politici che si spandono alla sera nel centro di Roma. Vagolano furtivi, sono improvvisamente tornati amicali, d’una cortesia impulsiva che sfiora la malattia e cercano di annusare ogni possibilità do autoriciclaggio. Molti di loro seguono una parabola che inizia da un’umiltà servile in campagna elettorale (e con il proprio segretario per ottenere un posto eleggibile al caldo) per impennarsi al delirio di potenza per la durata della magistratura e poi crollare alla sottomissione in cerca di un nuovo padrone quando sentono che si avvicina la fine. Eccoci. Ora siamo qui.

Appena sente odore di elezioni la nostra classe dirigente diventa diligente, diligentissima nell’ubbidire a chiunque possa offrire una ricandidatura. Bene, in questo tempo di povera etica appassita succede a Milano che l’ex assessora Chiara Bisconti scriva una lettera ai suoi elettori spiegando un concetto banale eppure rivoluzionario […]

(il mio buongiorno per Left continua qui)


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