Eccoli, gli svuota41bis (con aggiornamento e intervista a Gennaro Migliore)

Succede quando una posizione politica viene regalata come risarcimento. Così Gennaro Migliore (ex SEL diventato renziano con l’aspirazione di candidarsi sindaco di Napoli) finisce sottosegretario alla giustizia (a proposito di meritocrazia) e durante un’intervista gli viene la bella idea di proporre Skype per i detenuti al 41 bis. Il che, attenzione, non è un problema se fosse il risultato di un ragionamento o di un confronto di analisi e di idee ma buttato lì come se fosse un tweet ovviamente fa rizzare le antenne a molti (magistrati antimafia compresi). La politica non è un gioco e non è nemmeno un’allegra brigata di compagnucci: è una cosa seria, la politica e (fortunatamente) i limiti alla fine emergono. Meglio così, forse.

*aggiornamento 2/7/2016 11.06

mi dicono che Migliore smentisce. Peccato che la notizia l’abbia data lui stesso. Ecco la sua pagina fb:

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*aggiornamento  2/7/2016 17.06

Ho sentito Gennaro Migliore. La sua versione è molto diversa. Pur non condividendo le sue scelte politiche (e la sua conversione pro Renzi) credo che vada letta anche perché sul tema ha le idee molto chiare. L’articolo è qui.

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68 pensieri su “Eccoli, gli svuota41bis (con aggiornamento e intervista a Gennaro Migliore)

  1. X 5 STELLE. .TUTTO PIÙ FACILE,,,,…TEMI SCOTTANTI. ,,,COME. MAFIA. …CAMORRA. .ANDRANGHETA. ….COME IMMIGRAZIONE. …COME IL TERRORISMO. …..I VOSTRI PILASTRI POLITICI. ,,,NEI SUOI PROGRAMMI. NON NE PARLANO. COME SE IN ITALIA CI FOSSE IL PARADISO. …..IL PADRONE…..IL PROFETA. GRILLO A CAPITO CHE OCCUPARSI DÌ TUTTO QUESTO VUOL DIRE PERDERE CONSENSI. ,,,,CONVIENE PIÙ ATTACCARE. .RENZI. ,.LA BOSCHI. ..LE BANCHE. ,E TUTTO IL SISTEMA ITALIA. ,,,,,,,,COSA CHE MI SORPRENDE DUE PILASTRI POLITICI COME DI MAIO. ,,,,,DI BATTISTA. ,,PUR ESSENDO CAMPANI. ,,,,,,,VOIVENDO FIN DALL’INFANZIA IN ZONE. ,CHE NON SONO LA SVIZZERA. .,,,NON SI SONO MAI PRONUNCIATI, ,,,,MAI UNA PAROLA SUI GRAVI DISAGI DI CRIMINALITÀ ESISTENTI NELLE SUE ZONE DI ATTUALE RESIDENZA

    1. Paolo Franchi…..lascia stare hai fatto il tuo tempo. Non riesci neanche a capire cosa sta succedendo.. Il m5s non parla di questi temi, perché li sta affrontando, per la prima volta in Italia. I tuoi rappresentanti politici, ci sono andati a braccetto o peggio ,sono i problemi di cui sopra. Fare il politico, il sindaco, l’assessore, onestamente , è fare 100.000 volte meglio del migliore dell’attuale classe politica….ecco perché ci si deve scagliare anima e corpo contro Boschi, Renzi e le ex troiettte di Silvio……perche sono il problema.

    2. X Paolo Santini. .,per prima cosa. .io dialogo di frequente sulla rete. .,..e nel mio profilo esiste. .tutta la mia storia. .compreso la mia faccia. ….io con tutto il mio tempo e la mia esperienza. .posso darvi grandi cosigli. ,,i vostri nuovi elettorori. ..leggono il fatto quotidiano. ,,.poi vedono talk show. ,,con Travaglio. ,,floris, ,.mentana e altre tramissini sulla 7 .,,,per loro piu’ giovani e’ tutto chiaro onesto tutto quello che ascoltano e vedono. ….e’ da noi piu’ navigati non volete nemmeno accettare confronti. ,……IO SEGUO LA POLITICA DA 50 ANNI NE HO VISTE DI TUTTI I COLORI. ,,E NON CREDO PIÙ A NESSUNO. .,il vostro movimento può essere una grossa opportunita per i giovani. …..,PERÒ DOVETE ESSERE CHIARI E PIÙ MODERATI. ..COSI COME SIETE IMPOSTATI ORA PER ME È UN FIL GIA VISTO

  2. Ma infatti la politica non è un gioco. Migliore mi fa profondamente schifo, ma il 41bis viola ogni principio costituzionale di rieducazione e non de socializzazione del condannato. Nessuno può essere completamente isolato da tutto e da tutti e non conta il reato commesso. Inoltre il 41bis non ha di certo eliminato la mafia: può forse ridurre il potere di alcuni capi (ed anche questo è alquanto opinabile), ma, morto un papa, se ne fa un altro. Bisogna capire che la mafia non si sconfigge con le pene: bisogna cambiare il tessuto socio-economico su cui la mafia sorge.

    1. “..il 41-bis è stato ritenuto dalla Corte costituzionale in linea con le garanzie e con i diritti fondamentali dei detenuti. Quindi non serve alcuna modifica dell’attuale regime carcerario, perché è già pienamente in linea con i principi costituzionali.” procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi

    2. spero tu stia scherzando. Lottiamo pure per cambiare il tessuto socio economico in cui la mafia prolifera, MENTRE teniamo i boss al 41bis, che tanto loro non li rieduchi. Ma perché le due cose non possono andare insieme?

    3. In realtà, numerosi giudici della Corte Costituzionale, nel corso di dibattiti sul tema nelle università hanno spesso criticato la norma, ritenendo andrebbe rivista. L’Unione delle Camere Penali pure è contrarissima, tanto da considerarla addirittura affine alla pena di morte. Così anche la miglior dottrina penalistica italiana (Moccia, Fiore) ritiene che il 41bis sia una misura incostituzionale, perché, quand’anche non sia possibile la rieducazione, la pena non può essere perpetua e va sicuramente evitata la desocializzazione. Ciò naturalmente vale anche per l’ergastolo non in regime di 41bis.

    4. Non sto affatto scherzando: non si può dire di essere per la Costituzione e poi violarne i fondamenti. È chiaro che la pena non esclude il cambiamento socioeconomico, ma il punto è che molti hanno giustificato il 41bis con l’utilità repressiva. Insomma, pur essendo incostituzionale, è necessario: questo è stato il discorso. In realtà neanche ha una grandissima utilità, se non quella (forse, ma è opinabile) di neutralizzare il singolo, ma non ha certo sconfitto la mafia. Viene dunque meno ogni minima giustificazione per questa norma: nessuna pena può durare per sempre. Persino i boss, ad un certo punto, devono uscire. Certo, si può pensare di ricollocarli in piccoli paesini lontanissimi dal luogo in cui operavano, di controllarne movimenti e comunicazioni, ma prima o poi anche loro devono tornare in società.

    5. io non dico che l’ergastolo sia la soluzione per tutto, ma non nascondiamoci dietro un dito: gente come Izzo, quello del massacro del Circeo, un pazzo incurabile, appena uscita delinque di nuovo. L’opzione dell’ergastolo perpetuo deve essere un’ipotesi contemplata, anche perché se la rieducazione non è possibile, che si fa, li si rimette in libertà? Pensiamo un po’anche alle vittime, che mi pare siano sempre assenti sa molti discorsi sul carcere?

    6. Le vittime si tutelano consentendo loro di ricevere la notifica dell’archiviazione del procedimento, non con la vendetta. Non è possibile sapere chi possa essere rieducato e chi no, si deve vedere cosa accade caso per caso. Ad ogni modo, anche nel caso in cui la rieducazione sia impossibile, la pena perpetua non è ammissibile. L’obiettivo della pena è sempre il reinserimento nella società, anche con le dovute precauzioni, per esempio controllo di conversazioni e movimenti, nuovo nome, reinserimento in luoghi lontanissimi da quelli in cui il mafioso operava.

    7. Non è vendetta, si tratta di contenere il malfattore in modo che non faccia del male a nessuno. Questo è un diritto delle vittime, e la vendetta non c’entra proprio nulla. Sei un pedofilo stupratore seriale, con patologia inguaribile? Vivi in una comunità protetta e presidiata, magari non un carcere, ma non devi più poter fare del male…

    8. Ma la pena ci deve essere ovviamente (poi sull’utilità del carcere ci sarebbe da discutere, ma è un altro discorso), solo che ad un certo punto deve terminare. Nei casi più gravi, possiamo pensare di controllare, anche dopo la scarcerazione, movimenti e comunicazioni, di obbligare l’ex detenuto a risiedere in determinati luoghi, ma comunque ci deve essere il reinserimento in società.

    9. Va bene. Ma chi li fa i controlli? Sappiamo benissimo che è quasi impossibile…mi spiace, io capisco la ratio che sta dietro alle leggi sul reinserimento dopo il carcere, ma ci sono casi in cui l’esperienza insegna che l’opzione ergastolo deve essere contemplata come praticamente definitiva. Un mafioso cone riina devi lasciarlo su uno scoglio, perché non sia più in grado di nuocere senza stare in carcere…o quantomeno, devi contemplarla come soluzione, perché i boss mafiosi non cambiano così facilmente…

    10. Chi fa i controlli? La polizia, come in tutti i casi di semilibertà, libertà vigilata, reclusione domiciliare. Esiste infatti il giudice di sorveglianza, non è niente di impossibile, tutto ciò esiste già da anni, ci sono anche i braccialetti elettronici per segnalare i movimenti. Nessuno può sapere chi vorrà cambiare vita, ma di sicuro non possiamo lasciarli in carcere per sempre.

    11. Per fortuna il lavoro forzato è illegale in Italia. E qui non si tratta di essere buonisti, ma di essere garantisti, di rispettare i diritti di tutti, anche dei condannati, di garantire una pena veramente utile. Salvini ci accusa di essere buonisti, il che si commenta da sé.

    12. sai cosa veramente mi spiace, e sono di sinistra, e non credo a una giustizia “di pancia”? Che a parte le stronzate di Salvini, il vero limite dei “garantisti” sempre e comunque è che non li sento MAI, MAI, MAI avere una parola di sostegno e conforto per le vittime di violenza, stupri, abusi e della delinquenza in generale…quelli nel loro orizzonte non sono mai contemplati. Ti pare che l’esperienza ci insegni che si riesce a controllare chi poi approfitta della semilibertà per compiere altri reati? Hai presente come si sentono quelle donne maltrattate che dopo qualche anno vedono i loro carnefici uscire di galera? Solo quando si sarà assicurata prima a loro una protezione adeguata, si potrà pensare a come permettere ai loro carnefici di ritornare nella società. Personalmente come donna, ma in generale come persona, ad esempio gradirei che i cinque giovani stupratori della ragazza di Salerno passassero molti anni in carcere…isolare l’orco non è solo l’esito di un racconto mitologico, ha una precisa funzione sociale. E ti assicuro che non è vendetta, ma desiderio di una giustizia che si ricordi prima delle vittime, e non le costringa a difendersi da sole…

    13. Marianna Lis, veramente le parole per le vittime ci sono eccome. Ad oggi le vittime non hanno neanche diritto di sapere se il giudice decide di archiviare, né hanno diritto di intervenire in molti casi, né sono protette in caso di processi molto difficili. Sono battaglie contro cui combattiamo, contro la demagogia di un legislatore che penalizza sempre le vittime, anche se dice di tutelarle. In ogni caso, al di là delle stupidaggini delle varie trasmissioni che trattano i processi come telenovelas, non è affatto vero che i carnefici escono presto dal carcere. Ad ogni modo, bisogna tutelare le vittime, ed allo stesso modo bisogna garantire il reinserimento degli autori di reati. Il sistema penale serve a questo.

    14. Scusi, sig. Ivan Di Stasio, prima afferma che non si può applicare il 41 bis perché incostituzionale, poi che non possiamo applicare l’ ergastolo che è costituzionale. Non le pare di contraddirsi? Di certo, la sua umanità nei confronti dei mafiosi carcerati è commovente. Riina, Provenzano & C. ringraziano.

    15. Eugenia Tumelero, il 41bis è una forma particolarmente grave di ergastolo ed è incostituzionale esattamente come l’ergastolo “normale”, quindi nessuna contraddizione. E vede, l’umanità è verso tutti, lascio l’orrore ai suddetti mafiosi. Nessuna pena può durare per sempre, perché scopo della pena è sempre il reinserimento in società, ma certamente, in casi gravi, se ne possono discutere i modi. Dunque dia del mafioso a qualcun altro: lei parla di legalità e non si accorge di star commettendo un reato.

    16. Catia Aliotta, purtroppo ho un’idea molto chiara di cosa significhi avere la mafia sul proprio territorio e conosco persino parenti di vittime di mafia. E proprio perché si tratta di argomenti molto seri, serve una soluzione compatibile con la Costituzione.

    17. A chi sto dando del mafioso? Ho solo detto che la sua umanità nei confronti dei mafiosi del calibro di Riina e Provenzano non può che far loro piacere o pensa che ne sarebbero offesi? È un reato rilevare la sua carità cristiana? Quindi, secondo lei, dovremmo abolire l’ ergastolo e permettere che mafiosi di estrema pericolosità sociale si reinseriscano in una società per la quale rappresentano un cancro in metastasi? No, grazie. Assolutamente no.

    18. Problemi di costituzionalità.
      Il problema principale riguarda il cosiddetto ergastolo ostativo, equivalente all’ergastolo senza condizionale degli altri paesi. Esso viene comminato ai criminali ritenuti estremamente pericolosi, come capi mafiosi responsabili di omicidi. In questi casi non viene quasi mai concesso un attenuamento della pena, nemmeno dopo decenni di carcerazione. L’ergastolo semplice, invece, nonostante sia teoricamente perpetuo, in realtà non è scontato quasi mai completamente, Il carattere teoricamente perpetuo della condanna pone gravi problemi di compatibilità con l’art. 27 comma 3 della Costituzione e con la Legge Gozzini che ne dà attuazione (oltre a essere, secondo i detrattori, una forma meno violenta di pena di morte, ma con lo stesso effetto). Recita, infatti, tale articolo: “Le pene […] devono tendere alla rieducazione del condannato”. Ripetutamente posto all’attenzione della Corte Costituzionale, da parte dei Giudici di merito, la Consulta le ha sempre respinte sull’assunto che “funzione e fine della pena non sia solo il riadattamento dei delinquenti” e che la pena dell’ergastolo, come si è detto sopra, “non riveste più i caratteri della perpetuità” (Sentenza della Corte costituzionale n. 264 del 1974). Grazie all’intervento della Corte Costituzionale, tale pena è stata esclusa per i minori imputabili, perché incompatibile con la finalità rieducativa del minore, alla quale devono tendere le pene previste per i minori di età.

    19. Non è carità cristiana, è rispetto della Costituzione, che attribuisce alla pena proprio questa funzione: quella del reinserimento in società. Dunque non si può punire per sempre. Comprendo l’assoluta gravità del fenomeno mafioso, proprio per questo sarebbe opportuno che il reinserimento avvenisse in luoghi lontani da quelli di origine, con nomi falsi, con controlli di movimenti e comunicazioni. Ma, prima o poi, ogni pena deve finire: compito dello Stato è proprio quello di mostrare una nuova strada a chi commette reati. Nel momento in cui si rinchiude una persona in carcere a vita, lo Stato ha perso e infatti, non a caso, la mafia esiste e prospera.

    20. Eugenia Tumelero, la disciplina dell’ergastolo è cambiata rispetto al 1974 a causa di leggi molto repressive. Resta l’esclusione per i minori, ma per la legge sulla recidiva c’è stato un inasprimento tale che l’ergastolo oggi è perpetuo e gli sconti di pena sono molto più difficili. Per il 41bis nulla quaestio: è sempre stato perpetuo, essendo un ergastolo ancora più grave di quello ostativo.

    21. Ivan Di Stasio, una trentina e più d’ anni fa mafiosi e ‘ndranghetisti venivano mandati dal Sud in domicilio coatto al Nord con obbligo di firma e controlli giornalieri da parte delle FF.OO locali. Bene, nel giro di poco tempo, quello che facevano al Sud l’ hanno rifatto al Nord, coinvolgendo pure i delinquenti locali. E non erano certo mafiosi del calibro di Riina. Cosa le fa credere che un Riina o un Provenzano potrebbero rieducarsi? Li ha sentiti forse confessare i loro crimini e spiegarci tutte le varie ramificazioni della loro organizzazione dandoci modo di debellare il cancro che si sta divorando il nostro intero Paese? Li ha sentiti parlare di dove, come e tramite chi le mafie riciclano e investono il denaro? Di chi sono i politici loro referenti? No, sig. Di Stasio, non accetterò mai che chi distrugge e persevera nella distruzione del mio Paese, che incancrenisce la società, venga reinserito nella stessa. È incostituzionale? Pazienza. Anche il diritto al lavoro e ad una retribuzione equa è un diritto negato e molti, molti, altri ancora. Non sarà un dramma se Riina e Provenzano moriranno in cella.

    22. Al giorno d’oggi, in cui si organizzano attentati da una caverna in Afghanistan, pensare al confino come soluzione mi pare fuori di ogni logica. E ripeto: ma l’indignazione per le vittime, da cui leggi adeguate dovrebbero discendere? Altrimenti, mi pare una frigida ed esclusiva adesione ad un ideale di rieducazione, che va benissimo, ma dipende dai casi. Angelo Izzo non sarebbe MAI dovuto uscire, perché è incurabile…

    23. Eugenia, non si tratterebbe solo di mandarli in luoghi lontani. Se così fosse, effettivamente potrebbero riprendere a fare ciò che hanno fatto, qualora, durante la pena, non abbiano avuto la volontà di seguire un’altra strada. Bisognerebbe anche controllarne movimenti, comunicazioni di ogni tipo, fermo restando che, quando un mafioso è condannato i suoi beni sono confiscati. Dunque un ex boss, scontata la pena, in un paesino sperduto del Trentino (esempio), controllato in ogni comunicazione e nei movimenti, difficilmente potrebbe fare qualcosa. In molti casi già si è fatto così per degli ex affiliati. Si tratta comunque di misure molto invasive, ma che almeno evitano la desocializzazione. E vedi, il discorso sul diritto alla retribuzione c’entra, perché assicurare una equa retribuzione a tutti è il modo migliore e più efficace per combattere la mafia, perché in questo modo nessuno, per sopravvivere, dovrà lavorare per la criminalità. Piuttosto che non attuare alcun diritto costituzionale, attuiamoli tutti e così sconfiggeremo realmente il cancro della mafia, cosa che il 41bis era preposto a fare e non ha fatto.
      Marianna Lis , per organizzare l’attentato dall’Afghanistan serve un’organizzazione capillare. Se, dopo la pena, l’ex detenuto non ha niente di tutto ciò ed è controllato in tutto, allora non creerà pericoli, soprattutto dopo che per anni è stato lontano dal crimine.
      Vogliamo tutelare le vittime? Allora proteggiamole sul serio durante i processi così possono testimoniare, diamo loro piena possibilità di intervento. Aboliamo le Corti d’Assise: i processi di mafia si celebrano con 2 giudici togati veri e propri e 6 giudici popolari, cioè gente presa dal popolo, che giudica per reati di mafia! Ci rendiamo conto? Ed ovviamente queste persone sono facilmente intimidibili. Aboliamo pure la prescrizione e arriviamo alla condanna definitiva: così tuteliamo le vittime. Fatto tutto ciò, riconosciuta la memoria dei morti per mafia, il mafioso deve scontare la pena. La mia non è la frigida adesione ad un ideale, bensì un tentativo di risoluzione del problema. Una volta che il reato c’è stato, cosa possiamo fare? Possiamo e dobbiamo punire, OK, ma poi? Poi dobbiamo cercare di evitare che quelle persone ed altri commettano crimini, dobbiamo fare in modo che possano reinserirsi in società senza commettere crimini e sarebbe meglio per tutti. Ed è evidente che questo non accade, data la vicenda di Angelo Izzo. Allora poniamoci qualche domanda sul motivo per cui questo metodo non funziona, per cui il carcere abrutisca. Il nostro obiettivo deve essere fare in modo che queste persone non delinquano mai più.

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