L’Italia è il panificio La Barbera

Palermo, via Salvatore Morso, di fianco a corso Tukory, zona Filiciuzza: Miriam La Barbera insieme al giovane marito decide di aprire un panificio. Un forno, come si dice qui, e ci vuole coraggio ad aprire un’attività in questi tempi di insicurezze generali.

I due coniugi però possono contare sui preziosi consigli del padre fornaio e facendo due conti capiscono che con un forno a legna si può puntare alla qualità del prodotto stando anche attenti ai consumi. Funziona, il forno La Barbera: sono in molti, giovani e professionisti e anziani, a passare per uno spuntino di lavoro a mezzogiorno o per la razione quotidiana di pane. Vendere pane poi significa anche entrare nel quotidiano consumo delle persone, una famigliarità che non è solo commerciale e diventa presto consuetudine.

Qualcosa però non torna: le bollette dell’energia elettrica risultano alte, altissime e anche staccando i pochi elettrodomestici (la macchinetta del caffè, il forno a microonde e poco altro) il contatore sembra girare all’impazzata. Anzi: i consumi maggiori sono alla sera, mentre l’attività risulta chiusa. E non ci vuole molto per capire che al contatore del panificio in realtà si è collegato tutto il condominio. Alle lamentele dei due imprenditori le famiglie del palazzo rispondono che quel prestito di energia elettrica è “il contributo alle famiglie dei carcerati”. Pizzo, insomma. Un’estorsione che si infila nelle prese della corrente.

(il mio buongiorno per Left continua qui)


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