Come sopravvivere alla propaganda: un manuale per il prossimo referendum

Ieri su è chiuso il Politicamp e me ne torno a casa con la sensazione di avere ritrovato vecchi amici dopo un lungo periodo di sospensione. Che piaccia o no in questo Paese sono tantissime le persone che prendono la politica terribilmente sul serio e che decidono di spendersi. Al di là di tutto. Penso a Loris Mazzetti, penso a Omar Pedrini, a Alessandro Gilioli e i tanti che sono stati con noi.

Intanto, se avete e voglia e tempo, vi appoggio qui il video del nostro panel su propaganda, comunicazione e sull’occasione che ci aspetta nei prossimi mesi. L’ho condotto ma ho imparato, più di tutto. Spero vi piaccia:


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13 Commenti

  1. Donato Abbagnale

    Ho ascoltato il lungo pistolotto di Giulio Colombo e quando il relatore successivo si è avviato sulla stessa strada ho sospeso. Una osservazione: quando Giulio si chiede come fare a convincere la madre (ovviamente intesa la gente) per il NO, io penso invece che occorra spiegare obiettivamente che cosa siamo chiamati chiamati a firmare e lasciare che sia la nostra libera coscienza, senza che nessuno cerchi di convincerci, a decidere se votare SI oppure NO.

  2. La propaganda è insita e inevitabile nei referenda. L’esempio migliore fu il referendum contro il nucleare dopo Chernobil (che in realtà mai esistì anche se ce lo fecero credere, visto che il referendum non fu pro o contro il nucleare, bensì riguardò altri temi).

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