E nessuno dei suoi, paurosi, ha il coraggio di dirglielo.

Già: quello che Renzi non ha capito è che tanto più la realtà è impermanente, contraddittoria e liquida, tanto più qui in basso abbiamo bisogno di un minimo di certezze, di coerenze, di dignità a dispetto delle conseguenze immediate.

E quanto più è gonfiata e farlocca la narrazione, quanto più abbiamo bisogno di realtà concreta, di cose vere.

Per questo il premier sta perdendo terreno.

E non se ne accorge.

E nessuno dei suoi, paurosi, ha il coraggio di dirglielo.

(Alessandro Gilioli su Matteo Renzi che si contraddice per l’enzima volta. Il suo post è qui)


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10 pensieri su “E nessuno dei suoi, paurosi, ha il coraggio di dirglielo.

  1. non è che la maggioranza della gente è realista e disposta a tirarsi su le maniche e lavorare sodo per il bene comune, ha bisogno di sogni, di fantasie e di narrazione farlocca. purtroppo i politici, tutti, assecondano questo desiderio al solo fine del consenso. Chi dice la verità, in politica, fa poca strada.


    1. Va bene così, s’intende. Brandire un “dopo di me il diluvio” per far vincere il sì era una mossa un po’ sporchina. Che inquinava il dibattito e la conta sulla riforma Boschi: destinata, nel caso passasse, ad avere effetti (nefasti e confusivi) ben più duraturi di un premier e di un governo. Per loro natura, il governo e il premier, a termine. Mentre la Costituzione è a tempo indeterminato.”

    2. Ora quindi ci si aspetta che tutti i sostenitori del no inizino a entrare nel merito della riforma. O alla solfa di tre mesi ‘Renzi personalizza il voto’ adesso si sostituirà nei prossimi tre mesi ‘Renzi non si dimette più’? farci ca

    3. Sarebbe più opportuno lo facessero quelli del sí. Visto che neanche la presidente del comitato ha saputo rispondere, ma cosa ancora più grave è che il ministro, che ha scritto la riforma, non fa altro che dire castronerie (“chi vota no non ha rispetto del lavoro del parlamento “) senza entrare nel merito!

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