Aristofane e Charlie Hebdo

Galatea l’ha scritto come non si sarebbe potuto dire meglio:

«Aristofane era uno stronzo.

Non faceva satira. Almeno non sempre. Quando se la prese con Socrate, per esempio, mica se la stava prendendo con il potere. Aveva potere, Socrate? Ma quando mai. Era un filosofastro con le pezze al sedere, che manco era chiaro come campasse, forse facendosi mantenere sotto banco dai suoi discepoli, più probabilmente arraffando qua e là a scrocco ai banchetti uno spritz e i salatini.

Era un poveraccio, buffo e facile da prendere in giro, per giunta noto per essere tollerante. Uno che non avrebbe querelato, e nemmeno avrebbe mandato a casa di Aristofane qualche amico potente a minacciare. Era un poveraccio, Socrate, ma di buon carattere e inoffensivo.

Aristofane lo prese a bersaglio. Ci scrisse sopra una intera commedia, presentandolo come uno svampito intrallazzone. Fu feroce, e cattivo. Gratuitamente.»

Il suo post è qui.


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7 Commenti

  1. La satira,oggi,dovrebbe sbeffeggiare i potenti,non gli umili,come chi ad Amatrice ha perso tutto.E a poco serve la vignetta successiva con l’originalissimo stereotipo Italiani-mafia,come se gli Italiani non sapessero,che,purtroppo nel settore edile,c’è un sistema di potere che ingloba la mafia e va anche al di là di essa.Resta il cattivo gusto,la superficialità,l’arroganza.

  2. La vignetta fa schifo, non si capisce il bersaglio, utilizza dei luoghi comuni, suona sprezzante e non suscita alcuna riflessione. La cosiddetta vignetta “di giustificazione” che tira in ballo la mafia (che avrebbe costruito le case del borgo antico di Amatrice?) ripropone un altro luogo comune e fa disinformazione. Bocciati su tutta la linea. Ciò nonostante ancora più stupido e incomprensibile questo rinfacciare la scelta di aderire alla campagna Je Suis Charlie. Un’espressione spontanea di solidarietà a vicinanza a chi è stato barbaramente ammazzato per le sue idee. Tutto questo resta valido ancora oggi.

  3. Non vi è venuto in mente che Aristofane aveva capito la grandezza ed il potere morale ed etico di Socrate. E per questo l’aveva bersagliato con la sua satira?
    E chi, adesso, ha il coraggio di dire che Socrate era un omiciattolo, tollerante e incapace di reagire?
    Sì, paragonare Aristofane a c.h. davvero è una topica grande.

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