Chiamatemi Ismaele.

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

(Herman Melville, Moby Dick, potete regalarvelo qui. Vale la pena rileggerlo.)


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4 Risposte a “Chiamatemi Ismaele.”

  1. Già fatto anni fa e continuo ogni anno

  2. L’ho riletto meno di un anno fa. Forse ci vuole un po’ di pazienza, ma ne vale proprio la pena!!!

  3. L’ho riletto meno di un anno fa. Forse ci vuole un po’ di pazienza, ma ne vale proprio la pena!!!

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