#unlibroalgiorno Le parole che servono alla democrazia

Eppure aveva un senso la parola. Era rotonda, pesata, indispensabile e arma potentissima contro la prepotenza del potere. Quando la parola riesce a spazzare via la retorica e la propaganda i tribuni rimangono smutandati e inermi. Una democrazia sana ha bisogno di curare anche lo stato di salute delle proprie parole. Per forza. E per questo il libro di Pascale e Rastello pur scritto cinque anni fa oggi è più attuale che mai. Ci vorrebbe l’impegno di ripulire le parole, attivare antiracket culturale, lanciare una nuova ecologia lessicale. Questo libro, per fortuna, pone il tema. E siccome me lo sono colpevolmente perso credo che proprio ora è il momento di riparare.

Ecco la presentazione dell’editore:

La parola, veicolo di conoscenza e informazione, sembra oggi aver perso il proprio potenziale critico e analitico, e la sua fondamentale funzione di sprone e stimolo. Negli ultimi vent’anni l’informazione giornalistica e la televisione l’hanno ridotta a puro strumento retorico, volto a creare consenso oppure a offrire slogan consolatori e di facile presa. Lo scrittore – sia egli letterato, giornalista o divulgatore – può ancora contribuire alla crescita di una coscienza democratica diffusa e matura? O siamo condannati a subire questo svuotamento di significato, e a rinunciare ad ogni desiderio di sapere? Antonio Pascale e Luca Rastello affrontano il difficile rapporto tra intellettuale e società, partendo da un assunto di base: l’impegno oggi più urgente è quello di allontanare la parola dalla retorica e dalla spettacolarizzazione, per fare in modo che si riappropri della propria natura di strumento descrittivo e conoscitivo.

I libro lo trovate qui nella nostra libreria Bottega dei Mestieri Letterari sullo scaffale dei libri che vale la pena leggere. Fate un giro nel nostro negozio che nasce piccolo per diventare grande. Ditemi cosa ne pensate.


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