Anche di questo poi qualcuno dovrà rispondere.

Ogni tanto ho bisogno di prendere fiato nella convulsione di questa campagna referendaria. Sono di parte, parteggio e mi spendo per raccontare i miei timori, per ragionare sui temi e per dire che no, che voterò no e che questo no è importante.Ho deciso di entrare nel gioco grande della discussione assumendone onere e onori: passo dalle piccole aule consiliari di comuni misconosciuti fino a province abbarbicate sui monti per scendere poi verso le coste ancora calde. Credo in questa campagna referendaria e nella politica.

Poi però succede, qualche volta tornato a casa, che ho bisogno di risalire in superficie e prendere aria. Ingoiare ossigeno non solo rispetto alle millanterie o alle iperboli intellettualmente disoneste (da entrambi i fronti) ma soprattutto dalla bile, dal veleno e dalla rabbia. Quella stessa rabbia che cova contro la politica tutta oggi è brace contro chi non è d’accordo. Sì o no non c’entrano e non vale nemmeno la pena di fare la conta da una o dall’altra parte: c’è un Paese crepato da chi ha impugnato il referendum come randello, da chi sfrutta la campagna referendaria per svitare l’olio di ricino.

Non è battaglia politica, no: è sputo. Questo che dice che voterà sì e l’altro che gli urla “tu non capisci un cazzo”, addebitamenti di fascismo o comunismo ogni mezza riga, relatori che sono stronzi servi o venduti e che devono morire, donne che al solito sono zoccole o puttane, i gufi che vogliono nuotare nella melma e dall’altra parte i criminali della Costituzione, Benigni che è un coglione e non fa ridere nessuno, Dario Fo che per fortuna è morto, la Boschi che si ciuccia Renzi, D’Alema che è un merdoso ferro vecchio, Ignazio Marino ladro e Ignazio Marino santo, le giovani donne del PD che per forza devono essere le bamboline di qualcuno, i giornalisti da prendere tutti a calci nel culo, i partigiani che sono bolliti, i costituzionalisti che sono per il sì che sono tutti imbecilli, chi si espone è un venduto e chi non si espone è un vigliacco, chi non capisce il quesito è un ignorante del cazzo e chi prova a spiegarlo un inutile professorino.

La Costituzione, quella carte che unisce un Paese abbracciandone tutte le sensibilità oggi è un ring. La politica aizza gli istinti animali per confondere e urlare.

Di questo, anche di questo, poi qualcuno dovrà rispondere. Prima o poi. Anche di questo.

Buon lunedì.

(il mio buongiorno per Left è qui. Dal lunedì al venerdì. Tutte le mattine)


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3 Commenti

  1. e per fortuna che è “solo” un ring, che per ora sono volati solo stracci e insulti, l’aria è molto, troppo, tesa, e non vorrei, che per colpa del venditore di pentole fiorentino, ci scappasse qualche “azzuffatina” , come direbbe Camilleri…

  2. gisella

    che dire? hai detto tutto………..è un ring, hanno piano piano trasformato la Politica in un campo di battaglia, senza riguardo per le opinioni altrui,semplicemente perchè non ci sono argomenti “politici” ma solo partitici e i partiti sono una pessima copia di ciò in cui noi, che veniamo da un’altra generazione, abbiamo creduto…..c’è da ricostruire il senso comune della convivenza e del confronto………..sperando che un NO sentito e profondo, ma più che altro consapevole, rimetta un po’ in ordine la vita di un paese in enorme difficoltà.

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